Iocisto – La libreria del popolo – Quando un sogno diviene realtà

Il Vomero è la mia casa. È il quartiere di Napoli che svetta dall’alto delle colline, è quello che una volta era tutta campagna e che divenne il quartiere dalle case più belle. È la Napoli positiva, quella dei sorrisi e delle strade pulite, quella della Floridiana, del panorama mozzafiato, di Castel S. Elmo e della Certosa di S. Martino. È il quartiere delle funicolari, e il posto nel quale sono venuta al mondo e dove ho vissuto l’età più bella. È la che sono nati i miei genitori e i miei nonni, è dove ho lasciato il cuore ora che abito altrove. Il Vomero resta la mia casa, il luogo dove torno a respirare aria ‘mia’ e che mi risolleva l’umore a ogni ritorno.

Amo il Vomero, anche oggi che non è più lo stesso. Oggi che le strade non sono sempre così pulite, le persone sorridono di meno e le librerie chiudono.

Sì perché come ovunque anche al Vomero le librerie non resistono all’insostenibile peso della crisi, dell’avvento degli e-book, della pirateria e delle regole dell’industria editoriale. Ricordo me bambina e le ore trascorse con il mio papà all’interno della Libreria Guida, il mio paese dei balocchi. Ricordi che resteranno per sempre e solo tali perché quell’enorme libreria ricca di storia non esiste più e come lei, sono stati costretti ad abbassare le serrande tante altre librerie storiche del quartiere. Tutto sembrava perduto e lo sarebbe stato se i vomeresi, quelli veri, non avessero reagito facendosi venire un’idea geniale nella sua semplicità.

Erano le 10,35 del 13 maggio 2014 quando su Facebook Ciro Sabatino lanciò una provocazione: “Ce la vogliamo aprire noi una libreria meravigliosa?”. “Io ci sto” rispose qualcuno.

Fu così che cominciò l’avventura che ha condotto un manipolo di sognatori a tramutare in realtà quello che sembrava un progetto impossibile. La cronistoria di quanto avvenne nei sessantacinque giorni seguenti è fedelmente riportata sul sito della libreria che oggi prende nome proprio da quella prima risposta positiva “Iocisto” – http://www.iocistolibreria.it/ – ed è un crescendo di entusiasmo organizzativo e fatti concreti.

In sessantacinque giorni l’utopia divenne realtà, una concretezza che oggi arricchisce il quartiere. Oggi Iocisto è la libreria della gente, gestita e vissuta dalla gente. È un’associazione non a fini di lucro, apolitica e aconfessionale, che si sovvenziona con le quote d’iscrizione degli associati e con la vendita dei libri nuovi e usati. Iocisto però non è solo una libreria, è piuttosto un luogo di ritrovo, il fulcro d’iniziative culturali che prima avrebbero avuto difficoltà a trovare casa. Serate di musica e lettura, incontri con i lettori, eventi, corsi e miriadi di altre proposte sempre coerenti con le iniziative dell’associazione, si susseguono di giorno in giorno avvicinando sempre più persone di ogni età al mondo della letteratura.

Non c’è da meravigliarsi che Iocisto stia facendo tanto parlare di sé. In una città controversa e piena di chiaroscuri come Napoli, i cittadini hanno saputo dimostrare di essere diversi da quello stereotipo con il quale spesso li dipingono, creando dal nulla una realtà della quale non si poteva fare più a meno.

Entrando in libreria si è accolti con un sorriso radioso, con parole gentili e tanta disponibilità. Ci si sente riscaldati da sorrisi entusiasti di chi sta lavorando a un sogno per arricchire la propria anima e quella degli altri.  Ben vengano iniziative simili, che nascano ovunque e con il loro entusiasmo invadano le città spargendo sorrisi e voglia di leggere.

di Donatella Perullo