Karolus

Karolus – Il romanzo di Carlo Magno

In un vivido, appassionante, fedelissimo affresco storico, rivive l’avventura straordinaria del condottiero più celebre del Medioevo, fondatore del Sacro Romano Impero.

FOCUS

  1. Franco Forte ritorna al romanzo storico che gli ha meritato sempre grande fortuna tra gli scaffali, concentrandosi su una delle figure più iconiche del Basso Medioevo: Carlo Magno.
  2. Quando la Storia supera la fiction: tra le pagine del Carolingio si rincorre una girandola di intrighi, morti sospette e grandi battaglie come solo in una stagione del Trono di Spade.
  3. Franco Forte è profondo conoscitore della Storia, ma anche degli espedienti narrativi per drammatizzarla al meglio.

IL LIBRO

Re dei Franchi, re dei Longobardi, primo imperatore del Sacro Romano Impero: Carlo, incoronato “Magno” già nei giorni della sua ascesa, è unanimemente considerato il grande crocevia dell’età medievale. I suoi successi sul campo di battaglia occupano pagine intere dei libri di Storia, ma se le campagne militari descrivono bene l’imbattibile stratega, meno si sa dell’uomo dietro quelle imprese. Che cosa si agitava nel cuore del grande condottiero? Quali sogni – e quali incubi – ne popolavano l’animo? Attingendo a una sterminata storiografia Franco Forte ricostruisce le gesta del celebre sovrano dalla primissima infanzia agli ultimi, intensi istanti di vita, immergendoci con il talento dello storytelling che lo contraddistingue nel racconto di un’avventura irripetibile, segnata da sfide, successi, amori e battaglie, ma anche da dubbi, rimpianti, dolorosissime perdite e ancor più struggenti addii, restituendo per la prima volta il ritratto di un uomo figlio del proprio tempo ma animato da una visione della politica e di un’Europa straordinariamente moderna.

KAROLUS – Il romanzo di Carlo Magno

25 dicembre 800. Sono passati tre secoli da quando Roma ha cessato di esistere: nella pur turbolente storia della Città Eterna, nessuno ormai immaginava che ci potesse essere un altro imperatore. E invece, nel giorno di Natale di un secolo appena nato, il Papa sta per proclamare un nuovo sovrano. Un nuovo Cesare. A ricevere la corona è Carlo Magno, Karolus Magnus, primogenito della stirpe dei Carolingi.
Come è arrivato Carlo su quel trono? Per qualcuno che si è meritato, ancora in vita, l’appellativo di Magno la risposta dovrebbe essere scontata.
E se invece la strada che porta a quella notte di Natale fosse lastricata di coraggio, battaglie e trionfi, certo, ma anche di complotti, intrighi e sangue? Se tra i fasti delle vittorie si nascondessero troppi segreti? Che cosa si agitava nel cuore del grande condottiero quando si preparava a diventare reggente unico del Sacro Romano Impero? Quali sogni – e quali incubi – ne popolavano l’animo?
Attingendo a una sterminata storiografia Franco Forte ricostruisce in forma di romanzo le gesta del celebre sovrano, dalla primissima infanzia agli ultimi, intensi istanti di vita, immergendoci nel racconto di un’avventura irripetibile, segnata da sfide, successi e amori, ma anche da dubbi, rimpianti, dolorosissime perdite e ancor più struggenti addii.

L’INCIPIT 

25 dicembre 800
Santo Natale, Roma

Una ragnatela di piccole imperfezioni distorceva il riflesso nelgrande specchio di bronzo, ma Carlo non se ne curò. La sua figura imponente avrebbe suscitato l’ammirazione della folla, grazie soprattutto ai preziosi abiti che indossava. La toga bianca bordata di porpora, nello stile degli antichi imperatori romani, era nascosta in parte da una ricca clamide trattenuta sulla spalla da una fibula d’oro, dono dell’arcivescovo Teodulfo. I morbidi calzari di feltro, lavorati da sua moglie Liutgarda, erano impreziositi da tibiali di seta che gli fasciavano le gambe fino alginocchio. Al fianco, come imponeva la tradizione dei Franchi e dei Merovingi, portava una ricca cintura tempestata di gemme preziose, a cui era assicurato un semplice fodero di cuoiocon la spada corta ricevuta da suo padre quasi quarant’anni prima, da cui non si separava mai.
«Sono passati più di tre secoli da quando Roma ha cessato di esistere» gli ricordò una voce alle sue spalle. «E ora, finalmente, potremo celebrare un nuovo imperatore. Un nuovo Cesare.»
Carlo lasciò che nello specchio prendesse vita un leggero sorriso, sepolto tra la barba oliata e pettinata dai suoi servi.
«Cesare è stato il nome di un dittatore» ribatté. «Non credo che papa Leone III ne sarà particolarmente felice.»
L’abate Angilberto fece un passo di lato, consentendo a Carlo di vederlo attraverso lo specchio.
«Questa notte il pontefice celebrerà la tua consacrazione, affidandoti l’imperium. Tutto il mondo tornerà a rifulgere della gloria dell’impero romano.»
Carlo fece un sospiro e si aggiustò l’orlo della toga, poi si voltò verso Angilberto, avvolto nella sua semplice tonaca da abate laico.
«Il Sacro Romano Impero» specificò. «Così mi è stato suggerito di chiamarlo.»
Angilberto si strinse nelle spalle. «Immagino sia stato Alcuino a darti questa suggestione. Mi spiace non possa essere qui, in questo giorno così importante.»
«Alcuino è vecchio e malato nel corpo, ma la sua mente è ancora scaltra. Anche se non è presente, sono certo di poter contare sul suo sostegno spirituale.»
«Non credo tu ne abbia bisogno.»
Carlo abbozzò un mezzo sorriso. «Allora conosci poco il tuo re.» Sollevò le mani e gliele mostrò. «Guarda come tremano. Non credo di essere mai stato più spaventato, neppure durante la più cruenta delle battaglie.»
«Lo posso capire» annuì Angilberto. «Ma non lo darai a vedere, lo so. Né a Sua Santità né al popolo di Roma, che ti sta acclamando fin da questa mattina.»
«La basilica sarà aperta a tutti?» chiese Carlo.
«Non potrebbe essere altrimenti» confermò l’abate. «L’imperatore dovrà essere celebrato da Dio e dagli uomini.»
«Se stai cercando di tranquillizzarmi, non ci sei riuscito.»
Angilberto sorrise, poi indicò la porta con il braccio teso. «Sei pronto, mio signore? È giunta l’ora.»
Carlo guardò l’uscita, cercò di immaginare cosa lo attendeva dall’altra parte e trattenne il respiro, provando a calmarsi. Strinse l’elsa della spada e si disse che difficilmente avrebbe potuto immaginare un momento simile, quando suo padre gli aveva affidato quella piccola arma dal significato tanto speciale.
Al tempo lui era solo un ragazzo, e il mondo era ben diverso da ciò che lo attendeva oltre quella porta…

L’AUTORE

Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Scrittore, sceneggiatore e giornalista, per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, Carthago, Roma in fiamme, Caligola, Cesare l’Immortale e Romolo, il primo di una serie di libri dedicati ai sette re di Roma.

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DATI TECNICI

Collana: Omnibus Mondadori
€ 25,00
pp. 732
Uscita: 17 gennaio 2023