Tavolette di argilla: le origini della scrittura

Le origini del libro, o quanto meno del suo più antico predecessore, risalgono a circa 6000 anni fa nell’antica Mesopotamia, l’attuale Iraq. In quel tempo, gli abitanti della regione cominciarono a utilizzare una forma primitiva di scrittura per gestire questioni amministrative e tramandare tradizioni oralmente trasmesse, soprattutto di natura magico-religiosa.

Il principale supporto per la scrittura erano le tavolette di argilla, facili da reperire nella zona. Queste tavolette, morbide inizialmente, venivano incise con degli stili, sottili canne tagliate obliquamente, per disegnarvi sopra con precisione. Dopo l’incisione, le tavolette venivano essiccate per conferire loro solidità.

Interessante notare che in quel periodo si utilizzava la scrittura cuneiforme, dove i concetti e i suoni erano espressi mediante una serie di cunei. Questa forma di scrittura, con il suo sistema di segni impressi sull’argilla, ha rappresentato un fondamentale passo avanti nell’evoluzione della comunicazione umana.

Le tavolette di argilla con scrittura cuneiforme costituiscono quindi una testimonianza preziosa delle prime forme di registrazione scritta dell’umanità e sono considerate i precursori dei moderni libri. Questo antico metodo di conservazione delle informazioni ha permesso alla conoscenza e alla cultura di essere tramandate nel corso dei secoli, rappresentando un’importante pietra miliare nella storia dell’umanità.

In conclusione, l’uso delle tavolette di argilla e della scrittura cuneiforme nell’antica Mesopotamia ha segnato l’inizio di una nuova era nella trasmissione e conservazione delle conoscenze umane, gettando le basi per lo sviluppo successivo dei libri e della letteratura come li conosciamo oggi.

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