La tragedia secondo Moravia

«La tragedia vuole soprattutto due condizioni: la regalità e la santità familiare. Hanno le passioni da urtare contro il sangue e contro la dignità regale per divampare appieno. Buoni o anche cattivi borghesi, rispettosi e soggetti alle leggi, inclinati ai compromessi, alla tragedia mai arriveranno; tutt’al più al fatto di cronaca […]. Per la tragedia ci vuole l’anarchia feudale, in cui ciascuno si faccia giustizia da sé e soltanto Dio o le divinità siano giudici agli uomini; ci vuole l’oscura angustia familiare.»

A. Moravia, Spalti di Micene, (1939), in Viaggi. Articoli 1930-1990, Milano: Bompiani, 1994, p. 415.