L’accento grafico in italiano: guida all’uso corretto nelle parole comuni

Naturalmente, parliamo di accento “grafico”.

Quello “tonico” è una questione di fonologia. Non riguarda, cioè, il modo di scrivere, ma individua la vocale della sillaba sulla quale occorre elevare il tono, e la sua funzione è di garantire un’esatta pronuncia.

L’accento che viene segnato sulle parole, invece, si chiama accento grafico.

La sua posizione coincide con l’accento tonico, ma l’accento grafico svolge anche un’altra importante funzione, ossia chiarisce se abbiamo a che fare con una vocale aperta o con una vocale chiusa: l’accento “grave” (`) indica la vocale aperta; l’accento acuto (΄), quella chiusa.


L’accento grafico è obbligatorio solo per talune parole e talvolta tracciarlo è addirittura scorretto. Perciò, ho pensato di segnalarvi alcuni casi “critici”, di quelli che talvolta generano dubbi anche nei conoscitori della lingua.

Ovviamente, non mi impegolerò con la classificazione delle parole (tronche, piane, polisillabiche… e chi più ne ha più ne metta) né troverete una tabella con tutti i casi di scuola, pronti per ogni evenienza: il mio vuole essere solo un semplice promemoria, uno schema utile ad evitare gli errori più comuni.

Vogliono l’accento:

  1. affinchécosicchéfinchégiacchépoichépurché, più,  giù,  già , ciò, può
  2. ché, inteso come “poiché”
  3. dà, verbo “dare” (per distinguerlo dalla preposizione)
  4. , sostantivo (per distinguerlo dalla preposizione)
  5.  e , avverbi di luogo
  6. , pronome (per distinguerlo dalla congiunzione)
  7. , affermazione (per distinguerlo dal pronome)
  8. , bevanda

Non vogliono l’accento:

  1. do, prima persona singolare del verbo “dare”
  2. qui qua
  3. sta, terza persona singolare del verbo “stare”
  4. va, terza persona singolare del verbo “andare”
  5. fa, terza persona singolare del verbo “fare”
  6. fu
  7. tre
  8. me
  9. so sa

Ancora:

  1. la parola “su” è preferibile non accentarla
  2. quanto al dilemma “se stesso” o “sé stesso”, non potendo in questo caso il pronome confondersi con la congiunzione, molti tralasciano di indicare l’accento, senza che ciò costituisca un errore. Per i più, comunque, anche quando il “se” pronome è seguito da “stesso” o “medesimo”, andrebbe accentato.

di Marika Piscitelli