Le cose importanti

Le cose importanti di Gianluca Vialli (Autore), Pierdomenico Baccalario e Marco Ponti (Curatori), Mondadori 2024

Pensieri e parole dell’ex centravanti della Sampd’oro raccolti sul set de “La Bella Stagione”: il 9 gennaio esce l’opera edita da Mondadori e curata dal regista Marco Ponti con lo scrittore Pierdomenico Baccalario e la postfazione di Roberto Mancini.

Le cose importanti che Gianluca Vialli ha voluto dire durante la registrazione del docufilm La bella stagione sono racchiuse tutte in questo libro. E sono importanti perché sono proprio le sue e sprigionano la magica energia delle parole definitive. Dopo la clamorosa e vincente carriera da calciatore professionista, Gianluca Vialli si è reinventato molte volte: prima come commentatore televisivo, poi public speaker, quindi capodelegazione della Nazionale italiana di calcio, quella che sollevò il trofeo nel 2021. L’ultima reinvenzione è stata quella di condivisione pubblica della sua personalissima esperienza di resilienza di fronte alla malattia incurabile. In questo libro Vialli parla di sé, delle persone che ha incontrato, delle esperienze che lo hanno migliorato, dei valori che ha incarnato, della consapevolezza della propria fragilità, della forza delle relazioni vere, del rigore nel fare le cose ben fatte, della serietà e dell’impegno con cui ci si deve offrire al mondo. Un patrimonio di riflessioni che ora è stato raccolto e messo nero su bianco dai curatori Baccalario e Ponti, e che ora potrà essere letto e tramandato nei tempi a venire.

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Leggi l’intervista al curatore dell’opera a questo link

Il tempo vola. Gianluca Vialli resta. Il 6 gennaio sarà già un anno senza il bomber. Due giorni dopo, Genova lo ricorderà al Carlo Felice con “My name is Luca – Ballata per Vialli”. E il 9, in libreria, arriverà l’ultimo regalo del campione: “Le cose importanti”. Un testamento spirituale edito da Mondadori, curato dal regista Marco Ponti e dallo scrittore Pierdomenico Baccalario che sul set de “La Bella Stagione”, hanno raccolto i pensieri più profondi di Luca Vialli. «C’è la sua filosofia di vita – osserva Baccalario – riassumibile nel comportarsi sempre bene. Luca mi ha insegnato a essere leggero nelle cose tristi. E che si può diventare grandi amici pure da adulti. Mi è successo con lui e con Ponti. Amici che si comportano da professionisti, io nello scrivere, Marco nel girare, Luca nel raccontare». «Luca ci ha lasciato il suo pensiero finale – spiega Ponti – È un libro che ispira tutti noi nel come affrontare la vita, anche quando colpisce duro. È in lavorazione pure un podcast, con la sua voce. E anche stavolta c’è un fine benefico: i proventi andranno alla Fondazione Vialli e Mauro».

Ponti, come nasce il libro?

«Eravamo a casa di Vialli, a Londra, per l’intervista da usare ne “La bella stagione”. E lui: “Avete tempo?”. “Certo”. “Bene, vorrei dire cose non legate al film ma che vorrei rimanessero: per me sono importanti, vorrei affidarle a voi”. Mi sono emozionato, ho sentito fiducia e responsabilità. Quando Luca ci ha lasciato, ho riguardato il materiale, 6 ore con la sua voce, ho capito che non poteva restare nel cassetto. Ho chiesto il permesso ai produttori, Rai Cinema e Groenlandia, e alla famiglia di Luca: Mondadori ha colto l’idea e con Baccalario abbiamo aperto la scatola virtuale di racconti. Il titolo l’aveva già “suggerito” Luca. E ci ha aiutato Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, colpito dal magnetismo di Luca: venuto a Londra per un saluto rimase due giorni, non riusciva ad andare via. Oltre alla sua amicizia, Vialli ci ha lasciato questo dono di parole».

Cosa vi ha colpito di più nel Vialli-pensiero?

«Due cose su tutte. Una è il concetto di talento, a volte usato come scusa. Ho talento, mi alleno meno. O non credo di averlo e non faccio nulla. Luca ribalta il luogo comune: il talento non è all’inizio, ma un premio che arriva a fine percorso, dopo che mi sono impegnato più di tutti. La fatica illumina il talento, se ce l’ho faccio di più, non meno. Lezione di vita che ha attuato in tutto, non solo nel calcio. Pure nel film. Voleva capire tutto, sembrava avesse fatto sempre cinema».

E la seconda?

«Il suo concetto di amicizia: ha capito presto che un gruppo di amici e fratelli è più forte di uno di colleghi. L’amicizia come valore su cui costruire la squadra, più forte del tempo, dei disincanti, delle liti. Ancora oggi in quella Samp si vogliono bene tutti. E a rendere ancora più potente il messaggio, c’è la postfazione di Mancini, una lettera a Luca, non sulla mancanza nella sua vita ma sulla presenza: me l’ha mandata dall’Arabia, arrivato a metà ho pianto, non di dolore ma di rispetto per come raccontava bene il dispiacere di non avere Luca fisicamente ma la gioia di averlo sempre nel pensiero, il privilegio di contare su un amico del genere. Sa una cosa?».

Cosa?

«Il tempo passato con Vialli e quella Sampdoria è uno spartiacque importante per me e chi lavora con me. C’è un prima e un dopo “La Bella Stagione”. Per chi è avanti nel mestiere come me è una sensazione stupenda, non pensi possa capitarti un miglioramento tale a un certo punto della vita. Ora facciamo tutto con spirito diverso. Luca aveva un’attenzione enorme a quanto gli altri stessero bene, a valorizzarli. Incontrarlo è stata una figata».

Massimo Mauro ha paragonato il suo sforzo ne “La bella stagione” a quello di Troisi con “Il Postino”.

«Mi viene la pelle d’oca. Troisi se n’è andato il giorno dopo la fine delle riprese, aggrappato alla vita fino a quando doveva. Il film va finito, nel cinema è una cosa sacra: non lo fai quando hai voglia ma perché va fatto. Ho visto Luca l’ultima volta alla presentazione del film a Genova in una serata “folle” per l’affetto meraviglioso che lo ha accolto».

La Samp per Vialli era una cosa molto importante.

«Diceva: “Se qualcuno vuole sapere cosa è la Samp deve scovare frammenti di video su Youtube. No, dobbiamo costruire un mito solido, tutti quelli che vedranno il film sapranno di cosa stiamo parlando”. Sarebbe bello raccontare così le magie di ogni squadra italiana. E credo che la dirigenza blucerchiata abbia ben chiaro che lo spirito da seguire è quello indicato da Vialli».