Lenti a contatto

Hai presente quando ti si appannano le lenti a contatto?

In genere succede se l’occhio è secco. Magari sei stata troppo tempo davanti al monitor del pc, oppure hai pianto, e allora i sali contenuti nella lacrime si sono depositati sulle calotte plastiche che ti sono indispensabili per vedere il mondo, e le hanno indurite.

Il primo tentativo di rimedio consiste nel provocarti uno sbadiglio (lo so che lo fai anche tu). Il che non è difficile, soprattutto se sei al lavoro.

L’effetto è istantaneo: gli occhi si bagnano leggermente e sembrano spalancarsi alla vita e ai colori. Però dura poco. E la cosa divertente è che ci caschi puntualmente, ti dici: “Fantastico! Risolto!”, e invece, tempo alcuni minuti e… vedi di nuovo tutto avvolto nella nebbia.

Allora capisci che la situazione può davvero degenerare e diventare incresciosa: se non umetti l’occhio con qualcosa di idoneo, le lentine si staccheranno, cadranno e dovrai gettarle via, restando nel frattempo, sostanzialmente cieca.

Certo, gli occhiali sono molto più pratici ed economici; tuttavia, se ne hai il complesso, devi abituartici pian pianino.

Io, per esempio, non mi sono ancora accettata come quattrocchi… ma è comprensibile: sono miope da appena quindici anni.

In questo preciso istante, sono arrivata al limite della sopportazione. Ho sbadigliato di nuovo e messo persino le lacrime artificiali.

Niente da fare.

Dovrei andare alla toilette, togliere le lentine, strofinarle delicatamente con i polpastrelli e poi rimetterle.

Il problema è che, nella mia borsa da Mary Poppins, il liquido oggi non c’è, mi manca.

Così, la penna con cui sto scrivendo lascia dietro di sé una scia grigia, e il cielo, che per una volta sarebbe azzurro… beh, lasciamo stare.

Toh! Anche il maglione che indosso è grigio. Grigio davvero.

Ed intanto, l’orologio segna le 16.38.

Adesso 16.40.

Bello vedere l’orario che scatta, no? Ti dà un po’ l’idea della continuità delle cose…

Ho la scrivania piena di scartoffie (16.41). Poi ci sono una bottiglia d’acqua da 0,50L, un evidenziatore, un block notes e due penne. Una non la uso, la tengo per far compagnia all’altra. Si tratta di una bic, poveretta… Potrei adoperarla solo in caso di assoluta necessità.

Scrivere con la bic mi fa passare la voglia… La voglia di scrivere, intendo.

Provo a risolvere sto strazio delle lentine. Magari ci si becca più tardi

di Marika Piscitelli