1984

Descrizione

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

Autore: Orwell George

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Francesca Barile

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il romanzo, distopico o antiutopico, è ambientato in un futuro imprecisato e tende a vedere la società dell’epoca descritta in maniera pessimistica e negativa.

1984 di George Orwell è sicuramente uno dei capolavori del genere.
Scritto nel 1948 (a questo si deve il titolo), nell’immediato dopoguerra, il romanzo in realtà è una denuncia contro i totalitarismi che hanno causato direttamente o indirettamente la seconda guerra mondiale, al di là di ogni colore e appartenenza politica.

Siamo in una Londra decadente, piena di macerie, non più centro di un impero ma città periferica dell’Oceania, aggregazione di stati che comprende l’Inghilterra, gli Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e parte dell’Africa e che segue i principi del partito socialista inglese SOCING; poi abbiamo l’Eurasia, che comprende parte dell’Europa e dell’Asia, nata dalle ceneri dell’unione Sovietica e dove vige il neobolscevismo, e infine l’Estasia, che comprende gli altri territori ed è basata sul Culto della morte.

A turno l’Oceania è in guerra con gli altri due stati e vive pertanto in una situazione permanente di conflitto. Ma al di là della tendenza a combattere, è spaventosa la situazione interna: la popolazione è braccata dalla Polizia del pensiero, sottoposta a sorveglianza continua attraverso dei televisori accesi tutto il giorno, in ogni casa, e con il culto del Grande fratello, il capo del partito, il cui ritratto baffuto a metà tra Stalin e Hitler campeggia praticamente ovunque.
Inoltre con la neolingua, un linguaggio semplicistico che tende ad abolire la maggior parte delle parole per impedire alla gente di pensare, si attenta ulteriormente alla libertà interiore della popolazione.

Winston Smith (nome simbolico, da Winston, nome proprio del primo ministro Churchill, che seppe risollevare gli inglesi durante il secondo conflitto, e Smith, cognome assai diffuso nel Regno Unito), mite funzionario addetto a rimodulare la storia a seconda delle direttive del partito (mutuato dai dettami della dittatura staliniana), tenta di mantenere una sua integrità giungendo a intrattenere una relazione con la giovane militante Julia, una ragazza che in realtà ha aderito al partito solo per convenienza.
Altro personaggio chiave è O’Brien, un membro del partito per il quale Smith nutre un affetto quasi paterno ma che finirà per annientarlo psicologicamente.

Cupo e caratterizzato da un profondo pessimismo, senza alcuno spiraglio di luce, il romanzo è scorrevole, non esente da venature ironiche.
Il narratore è in terza persona mentre il punto di vista è quello del protagonista Smith.
Uno dei romanzi chiave della letteratura  mondiale del secondo dopoguerra.

Recensione di Francesca Barile

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  • 1984

    Descrizione

    L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

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