568 D.C. i Longobardi. La grande marcia

Descrizione

Tra l’autunno del 567 e l’estate del 568 molti popoli premono alle porte dell’Italia, e tra questi ci sono i Longobardi, i guerrieri dalle lunghe barbe, che dalle pianure della Pannonia si muovono verso le fertili distese al di là delle Alpi. Un’imponente carovana composta da trecentomila uomini, donne, bambini e mandrie, guidata dal re Alboino, comincia così la sua Grande Marcia alla conquista di nuove terre. Intorno al leggendario Alboino si muovono i personaggi di una grandiosa epopea: la moglie e regina Rosmunda, il fratello di latte Elmichi, la figlia ribelle Alpsuinda, la spietata e bellissima sacerdotessa Rodelinda e gli Ari, sanguinaria setta di guerrieri votati al culto del dio Wotan. In Italia intanto l’avamposto di San Giorgio, ai piedi del passo del Predil, si organizza per resistere all’invasione. Il duca Agostino, Attolico, Isabella, la piccola Ignatia e Antinoro sono l’espressione di un popolo che non vuole arrendersi e che lotta fino alla fine per la propria libertà. Questo libro narra le gesta di due civiltà che si fronteggiano, i trionfi e le sconfitte, i tradimenti e le passioni, ma soprattutto la creazione di un nuovo regno e, forse, di una possibile rinascita.

Autore: Colloredo Sabina

Editore: Fanucci

Autore della recensione: Diego Manzetti

 

Recensione

L’impero romano d’occidente è ormai tramontato. L’Italia è sottoposta a continue invasioni barbariche. A pochi anni dalla guerra gotica, che ha visto affrontarsi gli uomini di Belisario, generale al servizio dell’imperatore di Bisanzio, e il popolo dei Goti, le popolazioni italiche iniziano lentamente a riprendersi. Nello stesso periodo, nella Pannonia il leggendario Alboino, re dei Longobardi, sulla scia della gloriosa vittoria conseguita contro i Gepidi e spinto dalla pressione degli Avari, inizia a pianificare la migrazione del proprio popolo verso una terra più ospitale, l’Italia.

Per entrare in Italia i Longobardi devono necessariamente attraversare le Alpi ed attraversare il passo del Predil, ove è situato l’avamposto di San Giorgio, un piccolo e poco ospitale castello, dal quale il duca Agostino governa il territorio circostante. Gli abitanti di San Giorgio si trovano a dover fronteggiare nemici da ogni fronte. Da una parte, i Longobardi che avanzano e, dall’altra, l’impero bizantino che si accinge ad ostacolarlo, chiedendo ai propri vassalli il pagamento di un prezzo che questi non sono in grado di pagare. Tra i tanti, il duca Agostino si rifiuta di pagare, scatenando l’ira dell’imperatore.

L’autore ambienta in questo scenario il proprio romanzo. I protagonisti sono in alcuni casi  i personaggi che hanno condizionato un’epoca: il re Alboino, la moglie Rosmunda, la figlia Alpsuinda, il duca Agostino con la moglie Isabella e l’eroe Attolico. Il racconto della grande marcia, dell’esodo di un’intera popolazione. Quando si parla dei Longobardi ci si riferisce sempre ad un popolo barbaro. La realtà descritta dall’autore non è poi tanto lontana, ma certamente permette al lettore di conoscere il lato umano di un popolo che forse in pochi realmente conoscono.

Un romanzo storico che merita di essere letto, il cui seguito uscirà nei prossimi mesi.

Recensione di Diego Manzetti