999. L’ultimo custode

Descrizione

Quale segreto nasconde l’epitaffio latino scolpito sul sepolcro di Giovanni Pico della Mirandola nella Chiesa di San Marco a Firenze? E perché nel luglio del 2007, dopo quasi cinquecento anni dalla morte di Pico, la tomba è stata riaperta?

Autore: Martigli Carlo A.

Editore: Castelvecchi

Autore della recensione: Diego Manzetti

 

Recensione

“Nel 1486 fu a Roma dove preparò 900 tesi in vista di un congresso filosofico universale (per la cui apertura compose il De hominis dignitate), che tuttavia non ebbe mai luogo. Subì infatti alcune accuse di eresia, in seguito alle quali fuggì in Francia dove venne anche arrestato da Filippo II presso Grenoble e condotto a Vincennes, per essere tuttavia subito scarcerato. Con l’assoluzione di papa Alessandro VI, e godendo della rete di protezioni dei Medici, dei Gonzaga e degli Sforza, si stabilì quindi definitivamente a Firenze, continuando a frequentare l’Accademia di Ficino”  (Wikipedia alla voce Giovanni Pico della Mirandola).

Una storia interessante, quella di Pico della Mirandola, un personaggio di spicco del suo tempo, conosciuto tra l’altro per la sua incredibile memoria. Martigli riesce con la sua narrazione a farci vivere la quotidianità del conte, svelandoci l’esistenza di 99 tesi ulteriori rispetto a quelle ufficiali, nelle quali Pico della Mirandola avrebbe reso noto l’esito delle sue ricerche.

Il Contenuto delle 99 tesi avrebbe senza dubbio colpito al cuore la chiesa cattolica, sconfessandone il cardine della fede. E’ per questo motivo che il papa Innocenzo VIII, con la collaborazione del cardinale Rodrigo Borgia, cercherà con ogni mezzo di ostacolare Pico nel suo tentativo di organizzare a Roma un incontro con i rappresentanti di tutte le confessioni religiose, incontro teso a condividere le sue incredibili scoperte sulla vera natura della divinità.

La copertina parla di Martigli come del Dan Brown italiano e certamente alcuni degli argomenti trattati ricordano i libri dello scrittore statunitense. La trama si svolge in parte nel periodo in cui visse Pico, ed in parte negli anni ’30 del 900, quando i nazisti, compresa la portata delle sue tesi, cercano di impossessarsene al fine di utilizzarle per divinizzare la figura di Hitler a scapito della chiesa cattolica. Seppur vi siano continui passagi tra i vari piani temporali, la narrazione non risulta particolarmente appesantita ed il lettore riesce agevolmente a seguire la storia.

Ottime le ambientazioni e le descrizioni dei luoghi ove si svolgono i fatti, che sono ovviamente il frutto di approfondite ricerche. Sono ben rappresentati anche i giochi di potere tra le famiglie potenti del ‘400 che si contendevano il papato.

Seppur forse mi aspettassi qualcosa in più nella conclusione, che ho trovato un pò affrettata,  si tratta di un libro che piacerà agli amanti del genere.

Recensione di Diego Manzetti