Acciaio

Anna e Francesca, adolescenti vivaci, condividono le gioie e i dolori nella periferia di Piombino, dominata dalla fabbrica d’acciaio Lucchini. L’amicizia subisce una frattura quando Anna si avvicina all’amore con Mattia, ma solo le sfide della vita le riuniranno. Avallone dipinge un ritratto toccante di una periferia trascurata, simboleggiata dall’isola d’Elba, irraggiungibile come un futuro incerto.

Autore: Avallone Silvia

Editore: Rizzoli

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Anna e Francesca, la mora e la bionda, sono inseparabili, le classiche amiche del cuore.

Vivono a Piombino, in via Stalingrado, “in un complesso di quattro casermoni, da cui piovono pezzi di balcone e di amianto, in un cortile dove i bambini giocano accanto a ragazzi che spacciano e vecchie che puzzano (…)”. La torre dell’altoforno si staglia alta e minacciosa e l’isola d’Elba, per i figli degli operai che sudano e tossiscono nelle acciaierie, è il sogno proibito, il paradiso impossibile.

tredici anni quasi quattordici, ciò che conta nella vita è stare al centro della pista, sotto i riflettori, e Anna e Francesca sono lì, belle ed impertinenti, ad attirare l’invidia delle “sfigate” come Lisa e monopolizzare l’attenzione dei maschi. E anche se le cose a casa non funzionano per il meglio, quando sono insieme le due ragazze si sentono invincibili.

tredici anni quasi quattordici, il corpo si trasforma così rapidamente che diventa difficile da gestire, e la sete di nuove esperienze può confondere i sentimenti.

Cosa bisogna fare? Cosa è “giusto” fare? La paura di scontrarsi con i pregiudizi della gente frena gli entusiasmi e ostacola la felicità…

È vero, glielo aveva tacitamente giurato: non è successo niente e non ne parleremo mai più. Però… Però adesso, nel segreto della sua stanza, poteva anche farlo: ritrovare, rivivere, nominare quel niente. Almeno qui, dentro di sé. Perché quel niente era successo”.

Silvia Avallone esordisce con un romanzo bellissimo e coraggioso, ben scritto e coinvolgente come pochi. Il linguaggio immediato scelto dall’autrice, le descrizioni brevi e precise che si alternano ai dialoghi vivaci e, soprattutto, la cura messa nella rappresentazione dei sentimenti creano un mondo in cui è inevitabile immergersi completamente, con la testa e con il cuore. La trama, per di più, è avvincente ed originale, e il finale è insieme amaro e pieno di speranza: l’isola d’Elba non è poi così lontana… Più che consigliato.

Recensione di Marika Piscitelli

Acciaio, di Silvia Avallone. Rizzoli.