Almeno il cappello

La fanfara di Bellano è nei guai. Evelindo Gavazzi – cui è affidato il delicato compito di suonare il bombardino nella fanfara che sul molo accoglie i viaggiatori che sbarcano a Bellano – non fa più parte dell’organico: è bloccato in casa a suon di sberle dalla novella sposa Noemi, che non sopporta che faccia tardi e torni a casa ubriaco.Almeno il cappello racconta le avventure della banda orfana di bombardino e della sua gloriosa rinascita. Protagonista del nuovo romanzo di Andrea Vitali è un’improbabile congrega di musicisti: il suonatore di cornetta Zaccaria Vergottini e la seconda cornetta Eumeo Vergottini, il clarino Guzzin (al secolo Augusto Boldoni), il basso Aurelio Leoni. E soprattutto Onorato Geminazzi, giunto nel borgo come in esilio dalla natía Menaggio: sarà proprio il Geminazzi – in seguito a un imprevisto intreccio di circostanze – l’artefice e protagonista della rinascita della banda e della sua trasformazione nel glorioso Corpo Musicale Bellanese.Tra gli altri protagonisti, oltre alla signora Estenuata, consorte del Geminazzi, ci sono il traghetto Patria, l’Amaro Grona, l’oste Bormida Pinìn, il paese di Bellano e le sue frazioni Obriaco, Lezzeno, Bonzeno, Biosio e Oro, il signor podestà e i Regi Carabinieri. C’è naturalmente anche il cappello, quello dell’uniforme della banda, al centro di mille e uno equivoci.

Autore: Vitali Andrea

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Al Podestà di Bellano, Gemmo Parpaiola, l’idea di una fanfaretta che allietasse i turisti sbarcati dal traghetto Savoia non era mai piaciuta più di tanto… “Cosa potevano aggiungere quattro note alle attrattive ambientali e gastronomiche, grazie alle quali le contrade e i locali pubblici bellanesi nei giorni di festa erano sempre pieni di forestieri?”.

Tuttavia, con l’arrivo del ragionier Geminazzi, seconda cornetta nella rinomata banda di Loveno, il Podestà si lascia addirittura coinvolgere, un po’ ingenuamente, nel progetto di dar vita ad un vero e proprio Corpo Musicale.

Ed è così che cominciano i problemi, perché il “maestro” Geminazzi, incaricato della costituzione della banda, vuol fare le cose perbene ed avanza pretese difficili da soddisfare: musicisti esperti, con tanto di divise, e una nuova sede per le prove. L’impresa, quindi, si rivela più ambiziosa del previsto ed innesca inevitabilmente un intricato gioco di rimpalli e compromessi tra il Geminazzi e l’amministrazione comunale.

Il romanzo di Andrea Vitali apre un allegro scorcio sull’Italia degli ultimi anni Venti, raccontando una storia fatta di piccoli intrighi politici e pettegolezzi di paese, ricchissima di protagonisti. Tra tutti, il suonatore di bombardino, Evelindo Nasazzi, che, rimasto vedovo, decide incautamente di risposarsi con la giovane Noemi; Guzzìn, il primo clarino, che si contende la bella Armellina Banchieri col segretario Bongioanni; Vereconda Ortalli, segretaria della Varechini Distillati, da sempre innamorata del suo principale, ed Estenuata Geminazzi, perennemente gravida, che, chiedendo al segretario della sezione di Menaggio del Partito Nazionale Fascista un posto di lavoro meglio retribuito per il marito, in un certo senso dà l’avvio a tutta la vicenda.

Il capitolo finale tocca, riassume e conclude con umorismo tutte le storie che si sono susseguite ed intrecciate, senza tralasciare nulla e senza deludere il lettore.

Recensione di Marika Piscitelli