Amori

Autore: Reyes Alina

Editore: Guanda

Autore della recensione: Lucilla Parisi

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Rrosa ed i suoi amori.

Ci sono tutti, di tutti i tipi, descritti con le labbra turgide della bocca e del sesso.

E’ Rrosa l’io narrante impudico e accattivante di questo diario scandaloso. I suoi amori sono un numero caratterizzato, un pezzo di corpo, un modo di possederla, un odore riconoscibile o dello sperma schiumoso.

Rrosa è voglia di perdersi nel piacere dell’amore in tutte le sue forme: cercandolo, desiderosa, nelle pieghe più nascoste del suo e dell’altrui corpo per riempirsi tutta con esso.

Rrosa è la bocca avida che afferra lo stelo di uno dei suoi amanti, quella cosa squisita e quel giocattolo meraviglioso a cui rendere omaggio. E’ il sesso sodo da far guardare, come un teatro dai sipari che si aprono e si chiudono; è una delizia di cuor di lattuga, una fetta di pane tenero al burro salato da assaporare; è un “bordello privato dove entrano solo gli eletti“, e i meritevoli, aggiungerei; un luogo in cui solo cavalieri audaci possono penetrare con le proprie lance per goderne. “Ecco la mia rrosa. Omaggiatela con gli occhi, col naso, con la lingua e con le dita, infilateci lo stelo, affondatelo fino al suo cuore che è anche il mio cuore“.

Non sappiamo quanti uomini abbia veramente amato Rrosa – con il corpo e con la mente -, ma sappiamo che ognuno di essi è catalogato dal tempo e dal segno del piacere lasciato dentro di lei.

Ho amato un raffinato giovanotto cerebrale;[…] ho amato un dolce e piccolo mago; ho amato un grosso negro dalla risata sonora;[…] ho amato un uomo che mi amava anche con la sua macchina fotografica; […] ho amato degli scrittori; […] ho amato uomini che ho amato soltanto nella mia mente, o anche che esistevano soltanto nella mia mente; ho conosciuto col corpo uomini che non ho quasi conosciuto con la mente; ho amato me stessa quando sono sola e uso me stessa come uomo; […] ho amato, amo, amerò“.

E’ di amore erotico che Alina Reyes ci parla in queste pagine intrise di odori, sapori, calore e gemiti di piacere. Pagine che, tuttavia, possono far sorgere nel lettore meno avvezzo al linguaggio insolente e attraente dell’autrice o in chi, semplicemente, pensa che di “certe cose” non si debba parlare, il dubbio sul senso di un diario in cui sono riportate, con dovizia di particolari, le esperienze sessuali di una donna.

Chi deciderà invece – incuriosito dalla franchezza di Rrosa – di proseguire nel suo viaggio tutto interiore, rimarrà piacevolmente colpito dall’acume con cui l’io narrante – con un’analisi schietta ma indulgente – mette a nudo le fragilità e le miserie di quell’ uomo che, nascosto dietro una maschera di virilità e vanità, è incapace di donarsi con la spontaneità e la generosità proprie di una donna.

Preferisco di gran lunga gli uomini che non sono convinti della loro eccellenza […]. Mi piacciono agili di mente, pronti a comunicare i loro gusti, i loro desideri, la loro esperienza, ma anche ad accettare le mie voglie e fantasie. Senza sentirsi umiliati da certi gesti o da certe domande che li mettono […] in una situazione più femminile che virile. Mi piacciono capaci di autorevolezza ma anche di abbandono. Li amo, li amo profondamente così come venuti al mondo, nella loro brutale innocenza“.

Recensione di Lucilla Parisi

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  • La settima notte

    Mezzanotte. Nell’ascensore di un albergo una donna si alza la gonna per controllare le auto-reggenti. Sta salendo al quinto piano. Ad attenderla, nella stanza 58, c?è un uomo che ha conosciuto un anno e mezzo prima. I due non si sono più visti da allora; per sei mesi non si sono nemmeno cercati, poi hanno cominciato a scriversi, per e-mail. La stanza è immersa nella penombra, così come hanno concordato. La donna entra. Si guardano, si spogliano. Lui le chiede di sdraiarsi sul letto. Lei cerca di trascinarlo con sé, lo desidera da troppo tempo. È questo l?inizio di un travolgente gioco al rialzo lungo sette notti di passione e disciplina della volontà, esplorazione reciproca del corpo e della mente. Sette notti in cui una donna e il suo amante si seducono e si scoprono, in una vertiginosa ascesa verso il culmine del piacere, verso una pienezza mai paga di se stessa.

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