Amori

Descrizione

Il genitori di Léautaud erano attori alla Comédie-française, la madre lo abbandonò tre giorni dopo la nascita. Affidato a balie e cameriere, autodidatta, amante della poesia e di Stendhal, tenne un diario ininterrottamente dal 1893 al 1956. Solitario e appartato, preferiva la compagnia di animali grandi e piccoli, gatti e cani soprattutto (ne ospitò fino a 300 nella sua casa di Parigi). Malinconico, caustico, isolato, ma soprattutto amaro e disincantato, trascorse l’intera esistenza tra editori e scrittori del «Mercure de France» dove lavorò prima come segretario, poi come redattore. Léautaud non amava le storie di finzione; la vita e la scrittura per lui si identificavano. Ecco allora nascere “Il piccolo amico”, sua prima opera del 1903. Vi si racconta la sua vita piena di donne, la bambinaia Marie, le «cocottes» che da bambino lo coccolano e lo sbaciucchiano e che, persa l’età dell’innocenza, lo seducono; i tanti incontri, l’ingenua Yvonne, la decisa Marthe, l’incostante e appassionata Perruche. Sullo sfondo i caffè di Parigi, il mondo che conosciamo attraverso Toulouse-Lautrec. È la mamma la protagonista del Piccolo amico, assente, eppure così presente in ogni pagina, sempre desiderata, amata, idealizzata, odiata. L’aveva vista due o tre volte nell’infanzia, poi più niente per vent’anni. Poi un giorno i casi della vita li portano di nuovo vicini, si vedono a Calais: Léautaud ha trent’anni, la mamma è ancora giovane e bella, dopo quell’incontro una corrispondenza fitta, più tra innamorati che tra madre e figlio; ma sarà una fiammata di breve durata e il rifiuto della madre da allora sarà definitivo. Annodati strettamente a “Il piccolo amico” sono i due racconti: “In memoriam”, incentrato sulla figura del padre e che ritorna a parlare dell’assenza materna, e “Amori”, rievocazione del primo amore dell’autore adolescente. I tre scritti posseggono una singolare compattezza, tanto da costituire un unico ininterrotto romanzo autobiografico.

E’ da pochi giorni in libreria ‘Amori’ di Paul Léautaud (Sellerio editore Palermo,312 pagg.). Sono tre racconti talmente compatti da costituire un unico ininterrotto romanzo autobiografico.

Nel primo racconto, ”Il piccolo amico”, considerato da molti il suo capolavoro, Léautaud parla di una cronaca-confessione di straziante distacco. La madre, proprio come accadde nella realtà, appare e scompare in tutte le figure di ”amiche” che popolano l’infanzia e la prima giovinezza, e tutto é immerso nel luccicante incanto del tempo sfuggente, dell’infanzia e dei luoghi di Parigi. Poi un giorno l’incontro con la madre in cui, romanticamente, il protagonista cerca di rivivere la voluttà di un ricordo di bambino.

Nel secondo racconto, ”In memoriam”, lo scrittore parigino morto nel 1956, ricorda invece la morte del padre.

Infine, nel terzo e ultimo racconto, ”Amori”, che dà il titolo al libro Sellerio, c’è un’altra storia di abbandono. Lo scrittore racconta della prima esperienza erotica e del suo primo innamoramento.

Questi tre rari racconti non concedono nulla di prevedibile al lettore: buoni sentimenti, riferimenti ideologici, appartenenze letterarie, perfino l’inevitabile speranza, di ciò tutto è estraneo a una scrittura che odia ogni preziosismo e resta elegantissima e crudele mentre affonda nelle lacerazioni di una vita.

Recensione di Lucilla Parisi