Amori stregati

Descrizione

Storie di passioni e di perdizione, di amori destinati a durare per sempre e di incontri fugaci, di erotismo e di pure idealità romantiche, di misantropi, scienziati, profeti e angeli. Tahar Ben Jelloun, attingendo alle mille fonti dell’immaginario favolistico e delle tradizioni magiche del mitico Oriente, tratteggia in questi racconti l’universo del sentimento amoroso, e lo declina nelle sue molteplici e spesso impreviste forme, nella consapevolezza, ora divertita ora malinconica, che l’amore e il sesso sono i più grandi incantesimi del mondo, veicolo e luogo di supremi misteri, di pulsioni incontrollabili, di fascinazioni uniche e irripetibili: come la natura umana.

Autore: Jelloun Tahar Ben

Editore: Bompiani

Autore della recensione: Lucilla Parisi

 

Recensione

Le relazioni umane sono complesse; fra le persone c’è mistero, opacità, ombra, incomprensione. Cosa c’è di più complicato della relazione fra un uomo e una donna? All’epoca mia, ognuno aveva il suo posto: l’uomo fuori, la donna dentro; c’era una specie di armonia; non era perfetta ma nessuno era tentato di lasciare il proprio posto. Le donne non si ribellavano, facevano di meglio: agivano con astuzia e docilità. Ottenevano ciò che volevano con dolcezza e intelligenza. Non sempre ci riuscivano. Oggi le cose sono cambiate; le donne sono diventate più ribelli, non lasciano fare. Si battono come possono. Certe ricorrono ai maghi, alla stregoneria…E’ più diffusa di quanto tu non creda…”.

Ci sono cose che la ragione non può spiegare e l’amore, si sa, è una di queste. Quando la razionalità si scontra con le pulsioni del cuore, uomini e donne – indistintamente – perdono il controllo della propria vita e le storie amorose prendono una piega del tutto inaspettata. Non rimane quindi che affidarsi alla magia, all’astrologia, alla stregoneria – per chi se lo può permettere – per tenere “legato” a sé il proprio amato. Anche la persona più scettica si ritroverà a fare i conti – suo malgrado – con il progressivo ed inspiegabile susseguirsi di eventi imprevisti.

Non si tratta di deragliare ma di adattarsi. Viviamo in una società semiologica, una società in cui il razionale affianca le superstizioni, la magia, la stregoneria, le credenze occulte…Non sono debole, ma ho dei dubbi sul potere della ragione. […] Ci sono delle zone d’ombra, cose che sfuggono alla razionalità”.

Spesso l’amore non c’entra: l’alternativa “occulta” alla ragione diventa la via di fuga da una realtà di problemi, angosce e disillusioni che lasciano l’individuo annientato ed indifeso di fronte alla vita. Quando il sogno non basta a staccarsi da questa realtà, non rimane che separarsi da una vita in cui “ci si assenta da se stessi” per ricominciare con sconsiderato coraggio una nuova esistenza.

Le storie raccontate dallo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun narrano di vite sospese, di amori traditi e contrariati, di mariti invisibili e di donne che amano la poesia fino ad uccidere, di uomini fedeli ai propri ideali e ai propri sogni, di amici delusi da amici e di nomi traditi dalla vanità degli uomini, di uomini onesti avversati e vinti dall’ingiustizia, di amanti esigenti e di ardenti passioni.

Forse non hai capito. Io, per essere sedotta, ho bisogno di un cantastorie, un affabulatore. E’ questa la mia esigenza; certe hanno bisogno di cene a base di champagne, di limousine, di gioielli d’oro, io ho bisogno solo di parole, ma non parole qualsiasi!”.

I racconti di Tahar Ben Jelloun racchiudono migliaia di storie che sanno di luoghi lontani, ma di tempi vicini, quelli della nostra società che – nella sua ostentata modernità – presenta ancora i segni di un passato remoto e primitivo. I tempi cambiano, il sapere si evolve, ma gli uomini custodiscono gelosamente dentro di loro l’ancestralità delle proprie origini, saldamente ancorati a credenze e rituali folli.

Il divario tra la modernità delle aspettative e l’antichità delle pulsioni sembra però colmato dai sentimenti e dai legami autentici, come l’amore e l’amicizia che – nella confusione generale – sanno ancora incantare l’umanità. Uno su tutti l’ultimo racconto “Naima e Habiba”: un esempio di amore e fedeltà tra due amiche vicine nella sofferenza e nelle difficoltà.

Lo scrittore ci conduce in un viaggio incredibile attraverso l’universo amoroso in tutte le sue numerose sfaccettature, dalle strade convulse della città a quelle polverose del deserto.

I racconti sono suddivisi in quattro parti, dedicate rispettivamente ad altrettanti tipi d’“amore”: stregati, contrariati, traditi e, da ultimo, l’amicizia. Gli spunti di riflessione sono molti e – anche se la straordinaria ed inattesa varietà dei racconti può talvolta disorientare il lettore – il risultato complessivo è quello di un libro sapientemente costruito.

Non rimane che lasciarsi condurre dall’affascinante scrittura di un autore che conosce le parole e le sa raccontare.

Da leggere

Recensione di Lucilla Parisi