Antonia

Descrizione

Ciarli è un geologo malinconico e misantropo che ossessivamente racconta a se stesso la storia della sua famiglia: vorrebbe capire, ricostruire episodi, ricongiungere della sua vita randagia. Nulla si muove, però, in quel labirinto di solitudine e rimpianti. Ciarli è un ragno appiccicato alla sua ragnatela. Sarà la morte del nonno a cambiare radicalmente le cose; al funerale l’uomo incontrerà, dopo tanti anni, la cugina Antonia che porterà luce in ogni dove. Antonia, distinta da un profilo tenace e delicatissimo, saprà rammendare con grazia gli strappi del passato, svelando anche ruvide verità. Così tutto riemergerà da profondità nascoste dando nome e volto a sangue e carne, migrazioni e abbandoni, realtà e finzione. Ciarli tornerà a vivere rinunciando all’amore per Antonia, incontrando finalmente sua madre, accettando di conoscere le proprie figlie. Storia di amori impossibili, parole mai dette, luoghi gravidi di ricordi, affetti ritrovati che portano lontano, verso un futuro che non sarà migliore, ma sincero. Goethe intanto, attraverso le pagine di un suo libro, accompagnerà Ciarli e Antonia lungo un percorso puntellato da coraggio e costanza.

Autore: Valentini Maria Rosaria

Editore: Gaetano Cappelli Editore

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Da bambini giocavamo spesso insieme, in un cortile enorme a forma di imbuto, circondato da un cordone di pitosfori. Ci eravamo messi in testa di contare i sassolini che segnavano il viale della villa comunale. Ma ogni volta ci toccava ricominciare da uno perché ci imbrogliavamo; calcolo dopo calcolo, mucchietto dopo mucchietto”.

In un certo senso Ciarli non ha mai veramente smesso di contare i sassi della villa comunale… Ha continuato a perdersi, a nascondersi da se stesso e ad avere paura. Non è mai diventato grande.

Timido, incerto e sospeso proprio come quel suo nome storpiato, che non è inglese e non è italiano, vive trascinandosi, senza slanci e senza entusiasmo, sulle sabbie mobili di un passato che si ostina a voler dimenticare e che rappresenta invece la sua unica via di salvezza dall’apatia e dalla depressione. È lì, nel passato, che sono sepolte le risposte alle sue domande, le radici della sofferenza che lo attanaglia e che non si sa spiegare. “La vita è un colpo d’ascia”, scrive la Valentini,  e la storia di Ciarli si è dolorosamente spezzata…

Nella confusione dei suoi pensieri, la cugina Antonia è l’unico punto fermo, lo scoglio cui aggrapparsi, il conforto che nasce dalla condivisione delle difficoltà, l’affetto che non viene cancellato né dalla lontananza né dal tempo che scorre impietoso.

La morte di nonno Renzuccio sarà l’occasione per tornare al paese e fare i conti con la verità.

Ciarli non ama volare, così fa un lungo viaggio in macchina, arrivando quando gli altri sono già in chiesa per il funerale e cercando subito di incrociare lo sguardo rassicurante di Antonia. Poi, quando tutto è finito, seduto di fronte a lei nel bar intriso dell’odore del vino divenuto ormai aceto nelle damigiane, Ciarli finalmente viene a conoscere la vera storia della sua famiglia, dei genitori emigrati in cerca di fortuna e di quella straordinaria donna che era sua nonna, Angiolina, indiscussa padrona di casa nonostante l’atteggiarsi servile nei confronti di un marito che aveva forse la metà della sua forza, ma restava pur sempre il capofamiglia.

A questo punto del libro è Antonia a parlare, a raccontare, a chiarire ogni cosa con la sua schiettezza e il suo pragmatismo, a mettere insieme cocci di ricordi e ricucire ferite mai rimarginate. Lucida e ferma, spiega l’intrecciarsi degli eventi e i motivi alla base di determinate scelte ma, soprattutto, fa comprendere a Ciarli la ragione di certi suoi sentimenti, compresi quelli che prova per lei…

Sito internet dell’editore

Recensione di Marika Piscitelli