Arcadia

America, Stato di New York, fine anni sessanta. Un gruppo di giovani decide di fondare una comune basata sull’amicizia, la condivisione, l’amore e l’indipendenza dal denaro. La chiameranno Arcadia. Ed è qui che nasce Briciola, il primo dei molti figli che andranno a popolare un mondo bucolico e ricco solo di ideali, ben presto corrotti dalle difficoltà della convivenza. La fine della comune costringerà Briciola e il suo grande amore Helle, nati e cresciuti in un mondo popolato da sognatori, a misurarsi con il mondo reale, quello della New York degli anni ottanta.

Autore: Groff Lauren

Editore: Codice Edizioni

Autore della recensione: Claudia Oldani

 

Recensione

Il nome di Lauren Groff non è nuovo all’editoria americana. Contributor per il New York Times, il New Yorker e l’Atlantic Monthly, è da tempo tenuta d’occhio da autori del calibro di Joe Lansdale e Stephen King. L’italianissima casa editrice Codice, specializzata in testi scientifici, sceglie proprio questa formidabile scrittrice per inaugurare una nuova collana di narrativa, e lo fa con il suo secondo romanzo, Arcadia.

Caratterizzato da una scrittura molto ricca, in cui sono possibili diverse interpretazione e diversi punti di vista, il romanzo ha un tono realistico, addolcito da una punta di fantastico. Arcadia è infatti l’utopico esperimento di una comunità hippy, formata da un mondo di personaggi assai differenti l’uno dall’altro, ma con un comune ideale di fondo. É qui che nasce Briciola, il protagonista e primo nato di Arcadia. Il lettore vedrà attraverso i suoi occhi la costruzione prima, e la lenta distruzione poi del sogno hippy.

La trama -divisa in 4 parti- prende vita dalla fine degli anni ’60 e racconta oltre quarant’anni di storia americana, rimanendo agganciata ad un protagonista dalle profonde sfumature psicologiche e ben disegnato, che all’inizio della storia è solo un bambino, ma che, nel corso del libro, si farà adulto.

Se nella prima parte del romanzo l’ambientazione è incentrata esclusivamente ad Arcadia (luogo che il lettore stesso si prefigura attentamente, grazie ad una scrittura in cui le sensazioni uditive e visive sono molto accentuate), è solo nella seconda parte che la storia si sposta a New York City. Qui Briciola, divenuto uomo e padre, ancora non riesce a spiegarsi il sogno dei genitori e della free people tutta. Segnato nel profondo da un’infanzia meravigliosa e spaventosa allo stesso tempo, il nostro deve confrontarsi con le sue paure e con una società ai suoi occhi incomprensibile, che poco ha da spartire con Arcadia.

La chiave del romanzo è dunque proprio Arcadia, sinonimo di un ideale alterato, una cartina tornasole della corruzione della natura umana per definizione. Ma Briciola è innamorato di questo ideale, della sua fragilità e della sua bellezza: un sogno perfetto nella sua memoria.

Arcadia è la storia di una illusione meravigliosa, ma anche di un incubo la cui unica via d’uscita è il saper conoscere se stessi.

Recensione di Claudia Oldani