Bel-Ami

Un maschio eterno, del tutto privo di moralità, molto avido, un po’ vile, anche sentimentale (solo con se stesso). Sullo sfondo della Francia della Terza Repubblica, Bel-Ami è l’arrampicatore sociale per eccellenza con un’unico obiettivo: il successo e il profitto a qualunque costo

Autore: Maupassant Guy de

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Dopo aver militato in Algeria, giunge nella Parigi della belle epoque ed incontra fortunosamente un vecchio amico, Forestier, che gli spalanca le porte della propria casa e lo introduce nel mondo del giornalismo e nei salotti della gente che conta.

Così Bel-Amì inizia la sua ascesa sociale senza scrupoli: usa le persone che lo hanno aiutato, umilia le donne che lo hanno amato ed i suoi obiettivi si fanno sempre più immodesti.

Intrigante e profondo, Bel-Amì è un romanzo così ben scritto da fare invidia…

Con George Duroy, Maupassant non crea un eroe, ma descrive una persona vera, viva, che certo non brilla per rettitudine e nobiltà d’animo. Una persona dalle origini umili che cerca il riscatto e persegue i propri obiettivi con un carisma ed un’energia fuori dal comune: tutte le donne cadono ai suoi piedi; i deboli gli cedono il passo.

Aveva sempre l’aria di sfidare qualcuno, i passanti, le case, le città intere per vezzo di bel soldato decaduto allo stato borghese”.

Molto bella l’immagine del Palais Bourbon e di Bel-Amì che lo guarda bramoso all’uscita della chiesa in cui ha mietuto l’ultima vittima, un’amabile ereditiera appena divenuta sua sposa.

Un epilogo che sembra preannunziare un secondo atto e lascia intendere che probabilmente Bel-Amì riuscirà a raggiungere altre mete…

Recensione di Marika Piscitelli