Casanova l’ultimo mistero

Descrizione

Giacomo Casanova muore nel castello di Dux, in Boemia, nel 1798, lasciando dietro di sè le Memorie di una vita straordinaria che attraversa la storia del Settecento fino alla Rivoluzione Francese. Ma come sono giunte a noi quelle Memorie? E sono integrali? Perchè scomparvero la tomba e il corpo dell’avventuriero e filosofo veneziano intorno al quale fiorirono tentativi per salvare Luigi XVI e Maria Antonietta? Che rapporti egli ebbe con Robespierre? E come morì il Grande Libertino circondato sino alla fine da intrighi di palazzo e congiure giacobine all’ombra inquietante della Massoneria? Uno scrittore e giornalista cerca di svelare l’Ultimo Mistero. Un viaggio appassionante là dove nessuno si era ancora avventurato.

Autore: Mainardi Angelo

Editore: Tre Editori

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Il testo di Angelo Mainardi è dedicato al Casanova che non tutti conosciamo: non il grande avventuriero e seduttore, ma l’homme-de-lettres.

Pochi biografi, infatti, si sono occupati delle vicende successive alla fuga dai Piombi e, in particolare, del ritorno a Venezia dopo il lungo esilio, della permanenza a Vienna e del periodo nella città boema di Dux, eppure anche l’ultimo terzo dell’esistenza di Casanova è ricco di avvenimenti che, oltre a chiarire aspetti salienti della sua controversa personalità, sono molto utili per spiegare l’alone di mistero che contorna la sua morte.

Casanova si ammalò nel 1798. Come per Mozart anche per lui manca un certificato di morte, la sua sepoltura fu anonima e clandestina e soltanto un’iscrizione murata sulla parete del cimitero lo ricorda. Difficile spiegare il perchè: si trattava di un’epoca di complotti, vendette e sconvolgimenti politici. Casanova era stato coinvolto in una lite con i dipendenti del castello del conte Waldstein, si era rifugiato a Oberleutensdorf dopo l’aggressione subita nelle vie di Dux e la palese ostilità delle autorità austriache, era stato avvertito da un amico su un possibile attentato giacobino per i suoi attacchi a Robespierre. Allo stesso tempo, il gioco politico di quegli anni ormai era passato nelle mani di Napoleone… Casanova era forse ritenuto ancora un personaggio scomodo o l’occultamento della sua tomba fu solo una misura precauzionale dovuta ai clamorosi casi di profanazione avvenuti nella Francia rivoluzionaria?

Un altro mistero è collegato poi a Cècile, ultima seduzione di Casanova. A suo dire, Casanova avrebbe voluto lasciarle in eredità le sue Memorie (anche se alla fine il lascito andò a favore del nipote Carlo Angiolini), ma la lettera mai ritrovata di Casanova parlava di quindici volumi invece dei dodici esistenti, scritti questi entro il 1792. I tre volumi mancanti furono effettivamente scritti? E se sì, chi li fece sparire e perché?

Mainardi compie una ricerca approfondita (e arricchita da una serie di note) che sicuramente risulterà coinvolgente per quanti sono incantati o semplicemente incuriositi dalla figura del notissimo avventuriero che Cendrars definisce “un educatore incomparabile della gioventù che amerà sempre la vita e l’amore, le donne e il vino, le avventure e il successo, l’insubordinazione e il gioco, le compagnie in cui ci si incanaglisce e la società, le questioni d’onore che comportano qualche follia (…)”.

Recensione di Marika Piscitelli