Central Park

Alice, una poliziotta francese, si risveglia su una panchina di Central Park ammanettata a Gabriel, un pianista jazz. Non si conoscono, in tasca non hanno documenti e Alice si trova in tasca un’arma carica. Non hanno ricordi di cosa è successo e come sono arrivati lì. L’incontro con personaggi bizzarri porterà Alice a ricordare molto, forse troppo: dalla sua memoria emergono dettagli sfocati, la cattura di un serial killer, la morte del marito e del figlio, un padre in prigione. In fuga nella sua stessa città, Alice cerca di spiegarsi il legame misterioso con l’enigmatico e silenzioso Gabriel.

Autore: Musso Guillaume

Editore: Bompiani

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Da “Central Park parte l’ultima avventura ideata da Guillaume Musso nell’ultima sua opera dall’impronta “giallo-action”.

Come spesso facciamo, affidiamo allo scrittore il compito di rappresentare il canovaccio del romanzo, che ha per protagonista l’inquieta Alice (“Mi chiamo Alice Schäfer, sono capitano di polizia della Crim di Parigi”):

“Perché lei e Gabriel non ricordavano nulla di quanto era successo la notte prima? In quale modo avevano potuto ritrovarsi a Central Park? A chi apparteneva il sangue della sua camicetta? Dove si era procurata quella pistola? Perché nel caricatore mancava una pallottola? Chi le aveva scritto sul palmo della mano il numero di telefono dell’hotel? Chi aveva inciso con il cutter il braccio di Gabriel? Perché avevano dotato la valigetta di una carica elettrica? Che cosa conteneva quella siringa?”

Una sfilza di domande. Le risposte arrivano in un rapido susseguirsi di avventure e capovolgimenti di fronte, durante i quali Musso combina i consueti aforismi introduttivi di ogni capitolo (“Forever is composed of nows – Emily Dickinson”), inserti “romance” interpretati da coppie dannatamente belle e infinitamente innamorate che incappano in tragedie enormi, il ritmo dell’azionismo spinto, in un coacervo internazional-popolare che può accontentare – se non tutti – sicuramente molti. Nel fornire le risposte, Musso riconferma la propria vocazione a reddere rationem in elementi e situazioni apparentemente assurdi o inconciliabili.

Lo stile di Guillaume strizza l’occhio a tutte le tendenze: così i ragazzi indossano jeans slim, ossia pantaloni stretti a gamba dritta; gli occhiali sono “da geek”, id est eccentrici; un appartamento può risultare haussmanniano se ibrida elementi contemporanei e di antiquariato; sarà facile imbattersi nel look da hipster di coloro che imitano la mania anni quaranta di jazz e be-pop; fluokid è l’adolescente fosforescente sospeso tra pop e anni ’80; e una donna può indossare la divisa da cheerleader pur non essendo una ginnasta acrobatica; dulcis in fundo, i faggi si presentano in lucido mardoré, cioè con colorazione bruno-violacea dai riflessi dorati…

Bruno Elpis