Chi ama torna sempre indietro

Elliott è un uomo di successo; sessantenne è un chirurgo di fama, vive a San Francisco e la sua vita privata ruota tutta attorno all’adorata figlia Angie. Un’unica ombra in questo quadro perfetto: Ilena, il suo grande amore, lo ha lasciato solo trentanni addietro, morendo in un tragico incidente. Un dolore immenso che nemmeno il tempo ha saputo lenire. Per una strana combinazione di eventi, un giorno gli viene data l’occasione di tornare indietro negli anni Sessanta, quando era un giovane medico ambizioso e idealista e perdutamente innamorato. Immerso in quel magico momento di felicità, Elliott si confronta con il passato vivendo momenti di rimpianto e di passione. Purtroppo una scelta dolorosa lo attende: ora sa che con un semplice gesto potrebbe salvare Ilena e modificare il corso di quel destino crudele, ma compierlo significherebbe rinunciare all’amatissima figlia…

In “Chi ama torna sempre indietro”  la dimensione temporale della vita e l’impatto delle scelte prese di giorno in giorno ritornanocome temi particolarmente cari a Guillame Musso, romanziere francese, classe 1974 e noto ai più  fin da “L’uomo che credeva di non avere più tempo” (2005, Sonzogno Editore).

Elliot Cooper, 60 anni, primario nonché chirurgo del LenoxMedicalCenter, non si sarebbe mai aspettato di tornare dalla Cambogia con un dono straordinario. Alla fin fine non aveva fatto altro che svolgere il suo lavoro; lui che prima di tutto ha sempre mirato a instaurare un rapporto umano con i pazienti, come poteva non intervenire su quel labbro leporino, come poteva condannare un bimbo e arrendersi senza fare alcunché?Quattro ore dopo, a operazione conclusa, alla domanda del capotribù segue una semplice risposta: rivederla.

Stati Uniti.Elliot si gira tra le mani un flaconcino, che contiene semplici pillole. Decide di prenderne una, più per curiosità che per altro, più per alleviare il senso di sconfitta e di rammarico che da mesi lo attanaglia enon gli dà pace da quando ha scoperto la sua malattia…

Inaspettato il risveglio. È 1976: com’è possibile?Non può essere vero!Eppure quello che ha davanti è il sé stesso all’età di trent’anni. Cosa contengono quelle pastiglie? Sta sognando, non vi è altra spiegazione! Deve essere razionale, è un uomo di scienza medica, non può farsi influenzare così.Deve farle analizzare, le pillole, ma deve anche riprovarci perché se ci fosse anche solo un briciolo di realtà in quello che gli è accaduto, potrebbe farcela, potrebbe salvarla, potrebbe impedire l’impossibile, e non perdere l’amore che tanto lo ha distrutto, ferito, piegato; potrebbe riabbracciare Ilena, l’unica donna che lui abbia veramente amato. Ma cosa è accaduto negli anni?Perché l’uomo maturo, spinto da un nuovo moto di speranza, cerca in ogni modo di convincere il sé stesso del passato ad agire quasi come se ogni scelta fosse questione di vita o di morte?

In “Chi ama torna sempre indietro” Musso torna ad abbracciare, con una storia tra presente e passato, realtà e fantasia, il tema della reversibilità delle scelte nella consapevolezza che ogni decisione porta l’individuo a imboccare una strada invece di un’altra e a delineare, con tutte le peculiarità che ne derivano, il proprio sentiero di vita.

Il lettore, nelle vesti di Elliot, è posto dinanzi al più grande degli enigmi: se potessi tornare indietro, cambieresti quel che è stato? E se sì, saresti veramente disposto ad assumerti le conseguenze di quel che la tua scelta inevitabilmente comporterà?

IlCooper-lettore decide di provarci, ma per salvare Ilenia rischia di perdere l’altro grande affetto della sua vita, la figliaAngie, e al tempo stesso finisce con il sacrificare l’amicizia quarantennale con l’insostituibile Matt Delluca. Una decisione dunque che comporta conseguenze inimmaginabili, pregiudica altri rapporti,  recide inevitabilmente altri legami.

Una sfida audace, quella del francese, una prova capace di mettere in discussione ogni certezza, di obbligare chi legge a mettersi davanti a uno specchio e interrogarsi su quello che effettivamente farebbe se fosse al posto del protagonista, nella consapevolezza che una variante può cambiare la realtà  e far si che un amore viva ma senza di noi, nella certezza di averlo salvaguardato dalla morte e al tempo stesso perso per sempre.

Un romanzo forte, dove l’amore puro è il filo conduttore di ogni vicenda, dove l’esistenza scorre rapida e inesorabile come un battito di ciglia, e il peso delle scelte è un cuore che batte.

Buona lettura!

Maria Darida