Crisalide rosa

Descrizione

Che cos’è la vita? Una scalata verso la salvezza da se stessa, risponde Silvia, trentacinquenne più che carina, ragazza che non si sente né donna né bimba, scrittrice o forse scrittora, crisalide che magari, un giorno, sarà farfalla, ma con i suoi tempi e i suoi modi. Vi riuscirà? Non è detto, forse non è così importante il risultato finale, ma la ricerca di sé che Silvia conduce tra amiche e presunti uomini della vita, fra situazioni ai limiti del grottesco e lo scodinzolio del suo pelosissimo cane, riempie il libro di una fresca essenza vitale, questa sì irrinunciabile. Una Bridget Jones all’italiana? Solo in parte, anche se non mancano ossessioni personali, manie e stranezze della vita, e una buona dose di sarcasmo nell’osservarle. Più di Bridget, Silvia rappresenta le eterne ragazze di oggi, dà spessore ai loro pensieri, mette in piazza le ansie e i propositi. In fondo, si può restare crisalidi per tutta la vita, se non si ha la sicurezza di diventare una farfalla speciale.

Penso che la mia vita così com’è non mi piace affatto, considero che faccio sempre le stesse cose, piagnucolo sul fatto che non riesco a disdire questo maledetto appuntamento domenicale con la polenta, mi incazzo con me stessa perché non ho finito l’università, rammento che stasera c’è il compleanno di Anna e non ho un regalo da portarle né, tanto meno, la voglia di uscire a prenderlo. E poi c’è Stefano, l’innamorato inconsapevole che non mi dà corda, anche se stamattina mi ha chiamato, ma sicuramente voleva che gli facessi qualche favore.

Che disastro la mia vita”.

Silvia, trentacinque anni, è una single non propriamente convinta che lavora con scarso entusiasmo per un’agenzia di lavoro interinale. La dottoressa Mutri, dopo anni di terapia, continua ad attribuire le sue paturnie alla sindrome di Peter Pan, ma lei adesso è stanca di vivere la propria vita con un atteggiamento succube e rassegnato: vuole di più, e il primo passo da fare è ritagliarsi un po’ di tempo per se stessa e provare a capire cos’è che non va.

Cristiana Pivari racconta con humor la storia di una ragazza come tante, che combatte con ansie e paure, si fa consolare dalle amiche e dal suo cagnone ed è ossessionata da un ragazzo che la tratta con sufficienza (“… uno che mi ama e ha paura ad ammetterlo”). La sua Silvia immaginava che, superati i trenta, sarebbe diventata una donna concreta e sicura, appagata sotto ogni punto di vista, e invece si ritrova ad essere appena un bocciolo, una crisalide, come se tutto dovesse ancora accadere.

Solo quando finalmente riuscirà a concentrarsi sui suoi veri desideri e a riconquistare un po’ di fiducia in se stessa, incontri e scoperte magicamente fanno irruzione nelle sue giornate e Silvia avrà la sua rivincita…

Un libro breve, leggero e spiritoso, con una simpatica veste grafica e un comodo formato tascabile.

Recensione di Marika Piscitelli