C.U.B.A.M.S.C. Con Una Bomba A Mano Sul Cuore

Alessandro Spera, il più famoso scrittore italiano, è scomparso da dieci anni. Nessuno ha sue notizie dal giorno in cui ha fatto irruzione al matrimonio del suo grande amore Mallory InWonderland con il surfista australiano Toby Paramore, trucidando brutalmente gli sposi e tutti gli invitati. Ma il suo decennale silenzio è rotto da un pacco che arriva nelle mani del celebre avvocato V.V. Contiene quello che tutto il mondo stava aspettando: la confessione di Spera. Però, ammonisce lo scrittore, per capire le ragioni che lo hanno spinto al folle gesto noto al pubblico come “il massacro di Barcellona” bisogna sciogliere tutta l’intricata matassa di fili e storie che lo ha portato in quella chiesa catalana armato di un mitra e di un machete. Il lettore si trova immerso in un’autobiografia esagerata e rocambolesca che ripercorre la vita dissoluta di Spera, narratore inattendibile e irresistibile, dalle prime esperienze sessuali alla scuola materna ai mesi trascorsi nelle fila della Legione Straniera, dalle performance come pornoattore e gigolò del demimonde torinese fino agli anni del successo hollywoodiano. Sempre all’ombra di un amore maledetto e disperato. Per Mallory, la sua “Mei”. Morbida, spensierata, esplosiva. L’amore della sua vita. La sua bomba a mano sul cuore.

Titolo impronunciabile, copertina fuorviante, storia tragicamente crudele, stile originale.
In sintesi, U.B.E. = Un Buon Esordio.

Cinico, immorale, diretto e dissacrante, il libro del giovane Cubeddu è la storia di un’ossessione amorosa, di una follia in crescendo.

Alessandro Spera, famoso scrittore, è latitante. Nessuno ha più sue notizie da dieci anni, ossia dalla strage compiuta a Barcellona in occasione del matrimonio tra Mallory in Wonderland, suo grande amore, e il surfista australiano, Toby Paramore.

Adesso però l’avvocato V.V. ha inaspettatamente ricevuto un manoscritto contenente la confessione di Spera, 354 pagine in cui il pluriomicida ricostruisce le vicende che lo hanno indotto a massacrare, armato di mitra e machete, ben 17 persone nell’abbazia di Santa Maria Montalegre la mattina del 15 novembre 2019.

C.U.B.A.M.S.C. dunque è l’antefatto, la spiegazione ragionata di un dramma che si è già consumato, il racconto inquietante di una vita solitaria e malata.

L’immaginario dell’autore è lucidamente perverso, ma in modo irresistibilmente innocente, e la rocambolesca storia di Spera si intreccia con diversi avvenimenti della cronaca recente, come il G8 di Genova e l’incidente della Thyssenkrupp, rendendo più realistico lo scenario generale. Tuttavia proprio questa mescolanza risulta eccessiva, e spesso la sensazione che si ha è di trovarsi di fronte a un calderone di idee non tutte strumentali alla trama e al progetto originario. Ciò emerge soprattutto nella ridondanza di alcuni paragrafi e svela un’incontenibile (e forse un po’ immatura) voglia di raccontare anche il superfluo, di mettere su carta tutto ciò che si è accumulato nella mente.

Belle le pagine nostalgiche, quelle dedicate ai miti della generazione di Spera; sottile e raffinata è la descrizione dei sentimenti del protagonista; azzeccato il finale.

Nel complesso, libro interessante e autore colto e più che promettente.

Recensione di Marika Piscitelli