Dedalus

Descrizione

Stephen Dedalus studia, lontano dai genitori, presso i gesuiti. Quando, ormai adolescente, passa a un altro collegio, vive le prime esperienze sessuali in un bordello di Dublino. Ma in un ritiro spirituale decide di indirizzarsi a una nuova spiritualità. Presto però si sente insoddisfatto e quando inizia l’università avverte nuove esigenze estetiche; capisce così di doversi svincolare dalla famiglia e dalle istituzioni religiose e politiche. Stephen Dedalus si dispone, novello Dedalo, a lasciare l’Irlanda, il suo “labirinto”.

Autore: Joyce James

Editore: Adelphi

Autore della recensione: Francesca Barile

 

Recensione

Ambientato a Dublino, come quasi tutti i lavori di James Joyce, e successivo di poco alla raccolta “Gente di Dublino”, “Dedalus” (dal cognome del protagonista) o, più propriamente, “Ritratto di un artista da giovane” (secondo la traduzione letterale del romanzo), è un’opera semi-autobiografica, un po’ come “David Copperfield” per Charles Dickens.  L’autore infatti molto ha tratto dalle sue esperienze culturali e di vita nell’affrontare il tema della progressiva decadenza economica della famiglia del protagonista, i suoi studi dai Gesuiti e il suo interesse per la letteratura e la filosofia, con la conseguente scelta di dedicarsi all’arte. Splendido il momento dell’epifania, che per il protagonista è rappresentato da una giovane ragazza che emerge dalle acque del mare con la veste bianca sollevata, quasi a simulare un paio d’ali, tanto che si suole definire l’apparizione come quella della “ragazza uccello”.

Simbolica appare la scelta del nome e cognome del protagonista, Stephen Dedalus: Stefano, il protomartire, fu il primo a scegliere Cristo sfidando apertamente i farisei; Dedalo volle sfidare le leggi della fisica tentando di volare. Mito cristiano e mito classico dunque si fondono attraverso due uomini che vollero andare contro la logica comune. (Per Baudelaire l’artista è paragonabile all’albatro elegante e maestoso in cielo ma goffo e maldestro sulla terraferma, tanto da essere canzonato dai triviali marinai, metafora che a sua volta ricorda la soldataglia romana che si fa beffe del Cristo vilipeso prima di salire al Golgota).

Particolarmente interessante l’uso del linguaggio: a parte le caratteristiche tipiche del romanzo modernista che rifiuta la cronologia e la narrazione onnisciente, finora, ai primi del Novecento, punti fermi nella prosa di finzione, l’autore cura lo sviluppo del linguaggio del protagonista  partendo da una lingua infantile e sconnessa fino ad arrivare alle raffinate cogitazioni filosofiche che citano Tommaso D’Aquino e Aristotele.

Così come Joyce, anche il giovane Dedalus deciderà di lasciare la sua amata e chiusa Irlanda, madre-matrigna, ma tornerà sconfitto e deluso, novello Telemaco accanto al padre prescelto, l’ebreo Leopold Bloom in “Ulisse”, il riconosciuto capolavoro del grande scrittore irlandese.

Recensione di Francesca Barile

In English:

 

Almost an autobiography, published in 1916, the novel, written in the stream of consciousness style, is set in Dublin as the most part of Joyce’s works and it turns around Stephen Dedalus since his early childhood to his twenties as a University student who decides to become an artist.

 

Name and surname of the main character are clearly allegorical: Stephen stands for the first martyr who rebelled in the name of Christ and Dedalus is the man who wanted to fly despite to the Physics laws. Inside the name of protagonist there is Christian and Classical myth but it reveals even the difficult life of an artist who (as French poet Baudelaire wrote in his poem“The albatross”) is destined to fly but not to walk properly with the other human beings who cannot understand him preferring to be cruel. The novel which deals with studies to Jesuit schools and decadence of Stephen’s family reminds many elements of Joyce’s early life and experiences and is a sure witness about the Irish novelist.

The language, according to the modernist theories, follows the protagonist’s evolution, so it starts with lullabies and childish words to end with philosophical theories next to Aquinas and Aristotheles.

The epiphany (a trivial and sudden episode which changes the life of protagonists) is here represented by the vision of the “bird-girl”, a girl who is having a bath giving to Stephen the inspiration to become an artist.

It is difficult to leave one’s own homeland and Ireland hardly wanted to leave her children free to fly, but the novel ends with Stephen’s decision to go away even if he will be again in Dublin next to Leopold Bloom in “Ulysses