Eden

Un’audace reinterpretazione della storia della creazione e del giardino dell’eden dal punto di vista degli angeli. Un gruppo di ribelli, tra insospettabili tradimenti ed enigmatici spiriti, decide di scoprire che cosa significhi libertà. Con un linguaggio dal sapore antico e ricco di riferimenti biblici e un’impaginazione in lettere capitali, Alessandro Cortese rivoluziona la lettura della Genesi, proiettando il lettore verso l’identificazione con Lucifero, custode della luce di eden. Un ribaltamento che seduce, invertendo l’eterna dialettica tra bene e male.

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Autore della recensione: Francesca Barile

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Ispirato alla Genesi, ma anche a Paradise Lost, il poema epico scritto dal poeta e latinista inglese John Milton, il romanzo va letto tutto d’un fiato come si usa fare per un thriller. Elementi di giallo d’azione si fondono a reminiscenze e citazioni bibliche a cui va aggiunto un pizzico di romanticismo. Le figure dei protagonisti sono tratteggiate pienamente non tanto nella descrizione narrativa quanto in azioni e dialoghi. E colpiscono anche le figure degli antagonisti, in particolare del grande antagonista che rimane nell’ombra e non ha una descrizione ben precisa.

Ambientato in un’epoca remota, pur non mancando di citazioni moderne (i protagonisti non mancano di usare pistole e revolver), “Eden” è una storia forte che colpirà gli animi più sensibilmente attratti dalla confessione cattolica e i fondamentalisti.

La tesi esposta nel libro è di sicuro audace e singolare, ma non originalissima perché in Paradiso Perduto – il poema miltoniano che affronta il tema biblico della caduta degli angeli ribelli- la figura dell’angelo della luce è dipinta come quella di un eroe indomito che rifiuta la sottomissione a un potere precostituito ed assoluto (cenno probabile alla situazione storica inglese che vedeva al potere Cromwell, alias l’angelo ribelle che insieme ai puritani aveva spazzato via la monarchia assolutistica dal paese proclamando la repubblica e giustiziando il sovrano). Anche il poeta inglese Wiliam Blake nel suo poema lungo “Milton” torna a celebrare la figura dell’angelo “malvagio”, così come farà pochi anni dopo Shelley.

Molti quindi i cenni pregressi all’esaltazione di questa figura complessa. Sempre Blake soteneva la necessità della dualità Bene-Male, ritenendo le due unità inscindibili e indispensabili per la loro esistenza, tesi che viene rivendicata sin dalle prime pagine del romanzo sia pure in maniera meno lineare.

Da sottolineare che “Eden” è solo la prima parte del progetto che l’autore porta avanti sulla rilettura della Genesi. Libro  interessante, di facile lettura per la scorrevolezza del testo,  consigliato a chi ama la suspense.

Recensione di Francesca Barile

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  • Ad lucem

    La congiura è fallita. Gli Angeli, colpevoli di aver tradito la fiducia del Grande Padre sono stati cacciati dal Paradiso Terrestre e scaraventati nell’Abisso. Ma Lucifero, custode del lume, ha deciso di ribellarsi: da capo rivoluzionario a dittatore, è pronto a sfruttare tutto e tutti pur di ottenere la vendetta su Yahweh. La caduta dall’Eden non è che l’inizio della guerra più grande. La Storia della Creazione come mai è stata raccontata, un punto di vista finora non affrontato perché considerato tabù. Una reinterpretazione della Bibbia in grado di proiettarci verso una trasformazione dell’esistenza. Con una narrazione a metà tra la storiografia e il più classico dei fantasy, il libro indaga sulla natura dell’eterno conflitto tra il bene e il male, intessendo una trama basata tanto sulle fonti più antiche del mito e della sacralità, quanto su alcune tra le principali opere di letteratura mondiale di ogni tempo.

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