Eredità

Descrizione

Nata austriaca, vissuta sotto l’Italia, morta all’ombra del Reich: Rosa Tiefenthaler, la bisnonna di Lilli Gruber nata e cresciuta in Sudtirolo e autrice del diario che ha dato origine a questo libro, è il simbolo dei tormenti di una terra di confine e delle contrastate vicende vissute da una generazione. Unendo testimonianze e documenti, lettere e memorie, Lilli Gruber intreccia in un libro appassionato le vicende della sua famiglia con i grandi eventi della storia e apre ai lettori le porte di un Sudtirolo dilaniato e splendido, dietro cui si stagliano un’Italia presa nella morsa della dittatura e un’Europa travolta dall’incubo delle guerre mondiali.

Autore: Gruber Lilli

Editore: Rizzoli

Autore della recensione: Elisabetta Terigi

 

Recensione

La storia di un popolo e di una terra raccontata dai protagonisti: È anche questo “Eredità” di Lilli Gruber, edito da Rizzoli. Attraverso le pagine del diario della bisnonna, Rosa Tiefenthaler, la famosa giornalista altoatesina ripercorre le vicende della propria famiglia e il passaggio dell’Alto Adige dall’Impero asburgico allo Stato italiano. Pagine di diario, documenti e ricordi d’infanzia compongono la storia di una famiglia che ha vissuto due guerre mondiali, la fine di un’epoca e la nascita di un nuovo mondo.

Il libro si apre con le cronache della Grande Guerra e il crollo dell’Impero austroungarico.
Dopo poco che il Sud Tirolo divenne italiano, anche in questo lembo di terra arrivarono le camicie nere. Iniziò così l’incubo della dominazione fascista che in Alto Adige venne vissuta come obbligo di sottomissione a un regime straniero. La serenità di un tempo fu cancellata per sempre, crebbero la paura del nemico, al quale ormai si doveva ubbidire, e la rabbia per essere stati derubati della propria patria.

Nel 1924 Rosa, donna colta e libera, determinata e forte, scriveva: “Da quando qui si sono stabiliti i Welschen (parola in tedesco utilizzata per indicare gli italiani) sembra tutto morto, solo quando siamo barrati dentro casa osiamo cantare una canzone tedesca. I Welschen vogliono sopprimere tutto ciò che è tedesco, perfino gli impiegati pubblici tedeschi sono stati lasciati senza il pane. Le scuole sono solo italiane e perfino l’ora di religione deve essere tenuta in italiano. Mirano a distruggere tutti i proprietari terrieri così che la nostra patria sia ben presto italianizzata“.

Uomini e donne che avevano da sempre parlato, letto e studiato in tedesco, si ritrovarono improvvisamente a dover insegnare di nascosto la propria lingua ai figli. Per aver lottato e difeso l’elemento più prezioso della propria identità ci fu chi venne arrestato, incarcerato e mandato al confino.

Il libro, che si sviluppa tra vicende familiari e grandi eventi storici, è intervallato da episodi capitati nel corso della carriera a Lilli Gruber quando, giovane giornalista, lavorò nella sede Rai di Bolzano. Mentre faceva interviste e scriveva pezzi allora si ritrovò spesso a fare i conti con la storia che aveva segnato anche i suoi familiari.

Oggi la prima donna che ha presentato un telegiornale in prima serata spiega in modo chiaro una realtà difficile da capire per chi non è nato e cresciuto nelle vallate ai piedi delle Dolomiti. Riesce a farlo raccontando la vita della bisnonna con il suo diario, ma anche con fitti dialoghi ricostruiti tra i suoi antenati. Per questo, il libro odora di vissuto e la storia risulta naturale, incuriosendo il lettore ad ogni pagina.

Recensione di Elisabetta Terigi