Un finale perfetto

Un uomo misterioso, scrittore di gialli di scarso successo, 65 anni, sapendo di non avere molto da vivere a causa di un cancro ai polmoni, decide che come ultimo atto della sua esistenza compirà un gesto spettacolare che tramanderà la sua memoria ai posteri: un omicidio perfetto. Non uno soltanto, tre. Ucciderà tre donne diverse, già individuate, accomunate dal fatto di avere i capelli rossi. L’assassino ha intenzione di mettere per iscritto dettagliatamente il suo operato e di avvertire via lettera le tre donne della loro sorte imminente per vedere come si comporteranno. L’uomo, servendosi della favola di Cappuccetto Rosso nella sua versione originale e cruenta, avverte le tre donne che il lupo cattivo è sulle loro tracce e che le ucciderà, senza specificare quando, come o dove. Nel momento in cui arrivano le lettere con l’annuncio di morte le tre donne reagiscono in modi diversi. L’uomo non vuole soltanto uccidere, vuole fare una ricerca e una riflessione approfondita sul periodo che precederà la morte. La sfida che si trova di fronte è cercare di aggirare e superare tutti i mezzi e modi in cui le sue tre vittime tenteranno di salvarsi da lui, per questo dovrà avvicinarsi a loro mantenendo il suo anonimato, per prevenire le loro mosse. Nessuno ha mai tentato prima un’operazione simile: tre vittime diverse, in tre luoghi diversi, destinate a tre morti diverse, tutte nello stesso giorno a poche ore di distanza l’una dall’altra. Ma anche il lupo cattivo può sottovalutare…

Autore: Katzenbach John

Editore: Fazi

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Quale potrebbe essere Un finale perfetto”  per la fiaba di Cappuccetto Rosso?  John Katzenbach elabora un finale alternativo alla vicenda che vede il taglialegna recidere il ventre del lupo, per estrarre le vittime ancora vive in uno degli epiloghi più truculenti che i fratelli Grimm abbiano mai concepito…

In questo psico-thriller, il ruolo del Grosso Lupo Cattivo è recitato da uno scrittore di gialli (“Chiuse il computer e criptò gli ultimi file con una password prevedibile: Grimm”) che ha intendimenti scellerati nei confronti di… tre “Cappuccetto Rosso” (“Tre vittime estremamente diverse. Tre luoghi distinti. Tre morti differenti”)!
Il serial killer invia alle vittime lettere minatorie, nelle quali proclama le sue intenzioni malvage senza mezzi termini.
Le destinatarie sono tre donne i cui capelli rosso-tiziano rappresentano un fattor comune. Oltre alla chioma (“C’è qualcosa che ci unisce… Già i capelli rossi… No, dev’esserci di più…”), le tre sventurate sono accomunate dalla solitudine che caratterizza le loro vite, ma anche dalla fiera reazione che avranno (“Una gran parte di me è già morta, e qui c’è un Cappuccetto rosso che non ha intenzione di soccombere senza lottare”) nel decidere di opporsi a un destino di morte (“Sei stata scelta per morire”) che non accettano.
Le tre malcapitate si cercano, uniscono le loro forze (“Noi siamo in tre. E lui è uno…”) per cercare di comprendere quale sia il terribile piano del loro persecutore, mettono a punto una strategia di difesa per dare scacco matto al Grosso Lupo Cattivo e per cambiare il finale di una favola che sembra scritta senza lieto fine.

L’idea del romanzo è accattivante (“Perseguitare e uccidere tre estranee che per caso hanno tutte i capelli rossi, perché hai una specie di ossessione favolistica, ha senso?”), lo stile non scade nella violenza gratuita, ma l’opera indulge troppo ai luoghi comuni della tensione: i rumori sospetti percepiti nella doccia, le telefonate mute, i pedinamenti, le ossessioni di chi si sente inseguito…

Bruno Elpis