Franny e Zooey

Autore: Salinger Jerome David

Editore: Einaudi

Autore della recensione: Diego Manzetti

 

Recensione

Poco più che ventenne, Franny Glass affronta un periodo di crisi spirituale. Quale sia il motivo di tale crisi non è dato sapere, prima del secondo racconto.

Salinger ha infatti suddiviso il libro in due lunghi racconti. Il primo narra l’incontro tra Franny e il fidanzato Lane. Durante questo incontro, che si svolge quasi interamente presso un ristorante studentesco vicino all’università di lui, Franny si trova a criticare aspramente ogni discorso del proprio ragazzo. Sembra sconnessa, incapace di accettare qualcosa che ai propri occhi appare banale e privo di senso. I corsi universitari, i professori, i compagni, tutte le scelte di una vita hanno perso di significato agli occhi della ragazza. Nella borsa, Franny custodisce con cura un piccolo e sconosciuto libro.

Il secondo racconto, che cronologicamente segue il primo, si svolge presso casa Glass, dove Franny e’ stata portata dopo essersi sentita male nel ristorante dove si è svolto il primo racconto. Qui l’autore si dilunga nel descrivere la famiglia Glass. Una famiglia tutt’altro che ordinaria.

I sette figli di Les e Bessie, sin da bambini avevano vissuto una realtà fuori dal normale, avendo partecipato nel corso degli anni al programma radiofonico “Ecco un bambino eccezionale” e diventando piccole celebrità. Seymour, il più grande dei sette, si era suicidato da alcuni anni. Quest’ultimo, insieme a Buddy, il secondogenito, aveva svolto il ruolo di guida spirituale per Franny e Zooey, i due minori. Li aveva irrimediabilmente rovinati, diceva sempre Zooey. Non avrebbero mai avuto pace, incapaci com’erano di rapportarsi agli altri esseri umani.

E’ proprio nella stanza di Seymour che Franny ha trovato il piccolo libro che custodisce con tanta cura, ed è proprio quel libro la causa della crisi spirituale. Chi altri se non Zooey, giovane e bell’attore di successo, avrebbe potuto comprendere la sorella? Il secondo racconto, null’altro è se non una serie di dialoghi: tra la mamma Les e Zooey, e tra quest’ultimo e Franny. Un’interessante analisi della psicologia dei membri della famiglia. Dai dialoghi emerge la bravura dell’autore nel descrivere gli stati d’animo e la mente dei propri personaggi. Una storia priva di trama. Un viaggio nella mente umana che si svolge in poche ore. Ogni gesto, ogni movimento, ogni parola ed ogni espressione trovano la propria collocazione in uno scenario che ha luogo oltre sessant’anni fa, ma che ben potrebbe aver luogo al giorno d’oggi.

Certamente un libro di non semplicissima lettura, che può risultare anche pesante, per chi sia alla ricerca di una storia avvincente e pregna di avvenimenti. Salinger aveva già parlato – dopo aver scritto il Giovane Holden – e parlerà ancora dopo questo libro, della famiglia Glass. I membri di quella strampalata famiglia, sembrano essere il mezzo attraverso il quale l’autore vuole trasmette una propria sofferenza interiore.

Recensione di Diego Manzetti