Giallo di zucca

In una Ferrara in festa – il Palio o si ama o si cambia residenza -, strani avvenimenti squassano la sorniona tranquillità estense: un killer, sfigato ma con tanta buona volontà, appende per il collo un losco individuo. Proprio lì, nella libreria del centro, quella che ogni ferrarese e ogni turista saprà individuare. Così, a suon di vittime, la vicenda ci condurrà a spasso per Ferrara, in compagnia di un fotografo della Scientifica. Le sue indagini lo porteranno a riallacciare i contatti col parentado ferrarese: solo scoprendo l’autore di quell’omicidio, e di quelli che seguiranno, potrà salvare il buon nome dei suoi familiari, presunti colpevoli di una faida libresca. Una famiglia parecchio in vista, quella dei Girondi, lavoratori indefessi e titolari di un’altra libreria: che stiano tentando di sbaragliare la concorrenza? Poco importa cosa crede la polizia, Luchino Girondi e il fidato Poirot – detective dal grande fiuto canino – sanno che i loro squinternati parenti ferraresi sono assolutamente innocui. Strambi, certo, ma inoffensivi. Un giallo all’inglese in salsa ferrarese che vuole essere un omaggio a Ferrara e alla ferraresità dei suoi abitanti.

Luca fa il fotografo. Non ritrae modelle, non immortala paesaggi suggestivi né scene da matrimoni o comunioni. Luca è un poliziotto, lavora nella Scientifica, fotografa cadaveri ed è contento di farlo, anche se è restio ad ammetterlo. Vive con Poirot, un Pastore Belga molto comunicativo e furbo, che passa gran parte della sua giornata a guardare Animal Planet in televisione e impiega il tempo restante a tormentare il suo padrone.

La vita di Luca scorre tranquilla fin quando non riceve una telefonata dal cugino Pierfi, che lo invita a Ferrara per partecipare alla sua festa di laurea. Luca sa di non poter fare a meno di accettare il tedioso invito, ma una notizia letta su un quotidiano lo invoglia ad acconsentire.

A Ferrara, nella libreria concorrente di quella degli zii, è stato trovato il cadavere di un uomo impiccato. Il defunto è un professore di liceo e la notizia stuzzica l’istinto investigativo di Luca che decide all’istante di partire per Ferrara con il suo inseparabile Poirot.

Inizia così Giallo di Zucca, il divertente romanzo di Gaia Conventi. È un giallo sui generis, incentrato non solo sulla ricerca della risoluzione del mistero che aleggia intorno all’evento criminoso, ma anche sulle caratteristiche pittoresche di alcuni personaggi e sulle vicende ironiche, a volte al limite dell’umoristico, che derivano da gran parte delle loro azioni. Il rapporto fortemente comunicativo tra cane e padrone spicca e diverte. I due sono assortiti alla perfezione e danno vita a situazioni brillanti.

In primo piano nel romanzo è però anche Ferrara, con la sua storia, le sue strade, le sue piazze e le sue abitudini. La città spicca come una vera protagonista e si lascia accarezzare dalle descrizioni della Conventi prestandosi con piacevolezza come palcoscenico degli avvenimenti narrati.

Giallo di zucca è un romanzo scorrevole e ben strutturato. La penna di Gaia Conventi è precisa e sicura e la sua vena ironica, sagace e irrefrenabile.

Gaia Conventi è nata a Goro, ma è vissuta per molti anni a Ferrara. Nata nel 1974 inizia la sua carriera da scrittrice nel 2003. Nel 2005 esordisce con l’e-book “I deliziosi delitti di LittleTown”, reso poi cartaceo dall’editrice Edigiò. Dopo diverse ottimi piazzamenti in concorsi letterari, nel 2012 pubblica La morte in pentola edito da Forme Libere. Oggi con Giallo di zucca conferma il suo talento.

Recensione di Donatella Perullo