Gli altri

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Autore della recensione: Donatella Perullo

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Un’interessante unione di menti e cuori ispirati ha portato alla luce Gli Altri, graphic novel di considerevole valore.  Le tre storie che danno vita all’albo hanno come fonte d’ispirazione i due temi più cari allo scrittore Maurizio de Giovanni, sulla cui trilogia teatrale Gli altri fantasmi si è basato Alessandro Di Virgilio per sceneggiare questo comics: La città di Napoli e l’amore.

È Napoli, infatti, il palcoscenico sul quale si muovono i tormentati personaggi di La canzone di Filomena, Storia di papo e Bimbomio e di La casa è il mio regno, i tre racconti che hanno come filo conduttore un sardonico e disincantato commentatore. Tre storie d’amore e morte. Amore che “basta poco affinché diventi ossessione e ancora meno perché passi il segno per trasformarsi in qualcosa di fetente, di malsano” e Morte che non sempre è una nemica, che può arrivare anche come una liberazione o trasformarsi in un’eterna galera.

La città, anello di congiunzione che diventa quasi protagonista, con i suoi chiaroscuri le sue tradizioni e le leggende. È così che de Giovanni ci fa riscoprire la sedia di Santa Maria della Francesca, scanno miracoloso sul quale ancora oggi si siedono le giovani per chiedere la grazia del concepimento. Ci conduce poi sotto lo storico Ponte della Sanità, simbolo di resistenza e liberazione e ci riporta alla memoria l’indimenticabile monologo dedicato al caffè dal grande Eduardo De Filippo nella commedia teatrale Questi Fantasmi.

Napoli in primo piano, dunque, e storie forti, cariche di sentimento, proprio come Maurizio de Giovanni ci ha abituati nei suoi romanzi. Così come nelle storie che raccontano del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, infatti, anche ne Gli Altri è evidente il legame dell’amore con la morte, di cui è spesso causa. Così, come attraverso gli occhi del tormentato Ricciardi, anche in questo romanzo a fumetti ritroviamo un’osservazione nitida della vita dopo la morte, di quel mondo del quale non si potrà mai avere certezza, ma che tanto stimola il nostro immaginario.

Questa volta però i volti scavati dal dolore, i vicoli, le ombre possiamo anche vederli, e non solo con gli occhi della mente, grazie ai disegni energici, quasi aggressivi, del bravo Luca Ferrara. Tavole rigorosamente in bianco e nero che contribuiscono ad accrescere l’atmosfera e l’intensità di un soggetto e una sceneggiatura importanti.

Maurizio de Giovanni torna a collaborare con Alessandro Di Virgilio dopo tre anni. Nel 2010, infatti, Di Virgilio sceneggiò un fumetto tratto dal racconto Mammarella edito dalla Cagliostro E-Press.

Vediamo dunque chi sono i tre talenti che ci donano quest’opera:

Lo scrittore: Maurizio de Giovanni (leggi anche l’intervista in esclusiva per i-LIBRI) è nato a Napoli nel 1958 dive vive e lavora. Noto al grande pubblico come creatore di Luigi Alfredo Ricciardi, commissario di polizia della Napoli del 1931, comincia la sua carriera letteraria vincendo nel 2005 il concorso per racconti gialli Tiro Rapido indetto da Porche Italia. Debutta subito dopo con il primo romanzo “Le lacrime del pagliaccio“, edito nel 2006 da Graus Editore e poi dall’editrice Fandango con il titolo “Il senso del dolore – l’inverno del commissario Ricciardi“. E’ successo immediato e al primo seguono, per ora, altri cinque romanzi di successo internazionale con protagonista il ‘Commissario che vede i morti’: “La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi“, Fandango Libri, 2008; “Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi“, Fandango Libri, 2009; “Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi“, Fandango Libri, 2010; “Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi“, Einaudi, 2011; “Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi“, Einaudi, 2012. Maurizio de Giovanni è stato vincitore, nel 2012, del premio Scerbanenco con Il metodo del coccodrillo, primo thriller ambientato nella Napoli odierna e con protagonista l’ispettore Lojacono tanto diverso, ma non per questo meno interessante.

Lo sceneggiatore: Alessandro Di Virgilio, nato a Napoli nel 1962, vive e lavora in provincia di Rieti. Ha lavorato per Il Giornalino (Ed. S. Paolo), Boy Comics (Ed. Cioè), Splatter (Ed. Acne) e P.E.P. (Ed. Phoenix). Dopo una lunga lontananza dal mondo del comics, pubblica diversi titoli tra i quali La grande guerra, storia di nessuno (Beccogiallo), Sandokan la tigre della Malesia (Nicola Pesce Editore) e L’uomo che sfidava le stelle (Tunué). In questo periodo collabora con diverse editrici tra le quali la Tunué e Editoriale Aurea (Lanciostory e Scorpio).

Il fumettista: Luca Ferrara, nasce a Cava dei Tirreni nel 1982 e si diploma alla Scuola Del Fumetto di Milano nel 2007. Inizia subito a collaborare con diverse agenzie pubblicitarie e realizza un’illustrazione per il libro dedicato a H.P. Lovecraft Da Arkham Alle Stelle (Bottero Edizioni). Ha lavorato soprattutto per Round Robin, con titoli come Don Peppe DianaPer amore del mio popolo (2009), Pippo FavaLo spirito di un giornale (2010 del quale è anche co-sceneggiatore), Antonio Caponnetto. Non è tutto finito. (2012).

Recensione di Donatella Perullo

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  • Buio per i bastardi di Pizzofalcone

    Nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da Gigi Palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. Le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l’uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti più profondi. Anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. I Bastardi dovranno essere più uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato più chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio Pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere.

  • I bastardi di Pizzofalcone

    Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell’alta società. Le indagini vengono affidate all’uomo di punta della squadra, l’ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.

  • Il metodo del coccodrillo

    Tre ragazzi vengono trovati morti in tre diversi quartieri di Napoli, uccisi dalla stessa arma. Solo il commissario Lojacono, trasferito per punizione dalla Sicilia, sembra comprendere la chiave del mistero: un fazzoletto intriso di lacrime che il killer lascia dietro di sé. Il commissario solitario e il “Coccodrillo” si fronteggiano come in uno specchio, in una caccia spietata che ha i toni cupi dei grandi noir americani.

  • Il senso del dolore

    Il talento infinito, l’amore del pubblico, la devozione delle donne, l’amicizia dei potenti: e Arnaldo Vezzi, il più grande tenore del suo tempo, crede di essere un dio. Quindi si prende quello che vuole, se ne serve e lo getta via; calpesta cuori e anime; deride, distrugge. Tutto deve essere suo, nulla gli si può rifiutare. Ma un dio può non essere immortale.

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