Gli incubi di Hazel

Descrizione

Hazel, un’allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia in compagnia del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l’immagine del vecchio maniero dove vìvono i parenti dì Hazel per spaventare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, intatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo dì paperelle che fumano sigarette nello stagno, due maiali senza zampe… e questo è solo l’inizio! Una notte Hazel decide di esplorare il giardino e, nascosti tra i cespugli, scopre degli strani mostri: il pitonspino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con il corpo da ghepardo) e la ranostrica (un’ostrica con le zampe da rana). Queste tre curiose creature non sono altro che gli incubi di zia Eugenia che, tutte le notti, disturbano i sogni dell’antipatica signora. Quando Hazel capisce che dietro i mostri c’è il suo caro cuginetto, intenzionato a far morire di paura la zia, si troverà a lottare contro Isambard e imparerà che, nelle favole come nella vita, persine le cose più brutte non sono mai così cattive come possono sembrare.

Autore: Deeny Leander

Editore: Newton Compton

Autore della recensione: Simona Comi

 

Recensione

“Gli Incubi di Hazel” è il primo, e al momento unico, romanzo del giovane scrittore americano Leander Deeny, di recente pubblicazione.

A causa della partenza dei suoi genitori, Hazel è costretta a stare per tre settimane in casa dell’odiata (e odiosa) zia Eugenia e del cugino Ismabard.

Dopo i primi giorni e, soprattutto, le prime notti passate in quella casa inospitale e spettrale, la

bambina, nel tentativo di scappare da quell’ambiente, dalla cattiveria della zia e dall’omertà del

cugino, s’imbatte in delle strane creature: Geoff, Francis e Noel, gli “incubi”, protagonisti delle

tormentate ed insonni notti della zia.

Nonostante la loro bizzarra apparenza, si mostrano amichevoli con Hazel, molto più di quanto non facciano i suoi parenti e così la bambina decide di approfittarne per vendicarsi dei torti subiti dalla donna che non fa altro che etichettarla come stupida e che, oltretutto, non ricorda mai il suo nome.

Dietro questi mostri si nascondono però un terribile segreto, una triste verità e una vendetta che

verranno fuori poco a poco e che saranno affrontati con grande coraggio e testardaggine dalla bambina che uscirà a testa alta dalla vicenda.

Il libro risulta una lettura davvero gradevole. Il lettore (non solo i più giovani) s’immerge completamente nella narrazione e fa scorrere velocemente occhi e pagine per scoprirne il finale. Le uniche pause concesse sono quelle utili a soffermarsi sui dettagli della storia osservata dal punto di vista del disegnatore britannico David Roberts , le cui illustrazioni corredano il romanzo.

Il titolo dell’opera in lingua originale è Hazel’s Phantasmagoria, il che non può non richiamare alla mente, anche se in maniera vaga, il ben più noto romanzo Alice’s Adventures in Wonderland. Di fatto, spulciando attentamente tra i particolari della storia dello scrittore americano si riscontrano delle curiose somiglianze e delle analogie, seppur lontane, con la storia dello scrittore vittoriano

Lewis Carroll.

Ad esempio: i personaggi scontrosi ed antipatici che Alice incontra in Wonderland, cioè nel sogno, sono quelli che Hazel affronta nella realtà nei panni della zia e del cugino; ci sono strani animali che parlano, fumano e spaventano in entrambi i mondi e vi è, inoltre, nel racconto del giovane scrittore americano, una partita a carte, un mazzo da poker esattamente come in quello di Carroll. La zia Eugenia è un po’ la Regina di Cuori, a cui tutti portano un rispetto che non nasce dalla stima ma dalla paura. Tuttavia, se in Wonderland questi personaggi sottomessi sono quegli assurdi animali, negli Incubi di Hazel coloro che sono oppressi e asserviti alla volontà della donna sono degli esseri umani, i suoi domestici, così tanto abituati ai suoi soprusi da esserne annichiliti; entrambe le storie hanno un lieto fine nella misura in cui le due bambine ritrovano i propri affetti. la cattiveria.

Se i personaggi di Carroll “soffrono” di follia, quelli di Deeny soffrono di cattiveria.

Una spiazzante rivisitazione in chiave moderna e dai toni decisamente gotici di una Alice non più triste e piagnucolona ma cocciuta, spavalda e tenera allo stesso tempo.

Recensione di Simona Comi