Heroides: Lettere d’amore

Descrizione

Il titolo di questa originale opera di Ovidio Eroine, sembra assegnare alla donna, appoggiandosi al mito e alla leggenda, un tipo di eroismo alternativo a quello che i maschi si conquistano sul campo di battaglia o nelle prove di forza: l’amore. L’amato, l’amante, lo sposo sono lontani e lo strazio della separazione, fatale o voluta, è il motivo sotteso alle ‘lettere’ che Ovidio immagina scritte da queste donne appassionate, interamente votate alla causa di un sentimento su cui si misura la loro identitità.

Autore: Ovidio Nasone Publio

Editore: Demetra

Autore della recensione: Alessandra Allegretti

 

Recensione

Un classico della letteratura è senza tempo, trova un varco per emozioni che ti raggiungono anche dopo millenni e riesce a toccarti nel profondo.

Le Heroides di Ovidio, le sue lettere d’amore, hanno questa qualità: eroine del mito scrivono ai loro amati ed elevano un canto che spesso è di sofferenza per essere state abbandonate.

La loro è una passione totale, tipica del sentimento femminile, ricambiata spesso con effimera superficialità, anche questa tipica di molti uomini.

Ovidio vivifica queste donne con una sensibilità affine alle nostre sofferenze d’amore. Assaporare queste corrispondenze fa percepire l’umanità che ci accomuna e che ci rende così interessanti.

Lo strazio di  Arianna, lasciata su un’isola, è toccante. Quando scorge la nave di Teseo che si allontana esclama*: “- Dove fuggi? […] Ritorna scellerato Teseo! Volgi il corso della tua nave! – […] Queste erano le mie grida, e quando non avevo più voce, erano i singhiozzi a parlare per me e alle mie parole si mischiavano le percosse sul petto.Se non mi potevi vedere, perché mi potessi almeno sentire le mie mani, con grandi gesti, facevan dei segnali.”

Sono donne rabbiose e piene di grinta, come Enone che a Paride scrive: “Tu sei più leggero delle foglie, quando senza il peso della linfa volteggiano ormai secche al soffio del vento capriccioso; e c’è meno peso in te che nella punta di una spiga che, leggera, si leva bruciata dai raggi del sole.”

C’è un lato umano in queste eroine e c’è una preziosa grandezza nelle nostre passioni umanissime.

La cornice letteraria in questo caso? Pura, classica poesia!

* Le citazioni sono tratte dalla traduzione in prosa di Angela Cerinotti (P. Ovidio N., Heroides: Lettere d’amore, Acquarelli – Demetra, 1994).

Recensione di Alessandra Allegretti