Hitler

Descrizione

Chi è lui? Chi lo ha generato davvero?Suo padre Alois Hitler, funzionario di dogana austriaco,se lo chiederà sempre. E senza risposta, perché nemmenosul letto di morte la madre gli svelerà il segretodella sua nascita di illegittimo. E lo stesso ci chiediamonoi di Adolf Hitler: chi è? Chi lo ha generato? Da doveviene il lupo Fenrir che, nelle mitologie nordiche, a uncerto punto del Tempo spezzerà la catena per irrompereschiumando di rabbia e annunciare la fine del mondo?Questo noi ci domandiamo, consapevoli che, se si cominciaa spiegare, a rispondere alla domanda “perché?”,si finisce per correre il rischio di giustificare. E invecelo strenuo sforzo, letterario e civile, di Genna èquello di attenersi alla cruda durezza dei fatti, di raccontarcipasso per passo la vita di un uomo che ha incarnatoil Male dei nostri tempi, facendone un’epicanon celebrativa ma distruttiva, un’epica che si corrodenel suo farsi.

Autore: Genna Giuseppe

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Quanto è bravo Giuseppe Genna? Mi sbilancio? Il miglior scrittore italiano contemporaneo, a mio giudizio, capace di mantenere un equilibrio instabile tra lirica e cronaca, di far diventare poetico un linguaggio spaventosamente asciutto. Certo, a volte se ne compiace, eccede, esagera. Ma anche Maradona si concedeva qualche dribbling di troppo, per cui… Questo “Hitler” è una intensa prova di bravura. Una biografia scritta con lo stile e il passo del romanziere.

Lettore, preparati all’orrore. Preparati al buco nero, a toccare il non umano. Postumi, io e te, unificati dalla pietà e dalla colpa, superiamo ogni domanda, non chiediamoci “perché?”. Testimoniamo. Chiniamo il capo in meditazione e in intensa preghiera, interrompiamo la catena dell’orrore, io e te insieme. L’autore prende esplicitamente per mano il lettore e lo porta passo passo nell’abisso. L’orrore ha radici precise e profonde e viene tessuto attraverso filosofia, economia e politica. Genna indossa molti cappelli in quest’opera. Quello dello storico, certo. Quello del narratore puro, inevitabile. Quello del sociologo, a tratti. Quello dello psicologo, anche. Ma, alla fine, lui stesso rinuncia alla spiegazione. Certi orrori, anzi… l’orrore stesso non ha spiegazione.

Ricorre, per tentare di dare un’interpretazione, alla mitologia. A quel Fenrir, il lupo che, nella tradizione nordica, è destinato a spezzare la catena del Tempo e distruggere il mondo. Lo stesso lupo che appare al bambino Hitler, per guidarlo e ispirarlo. Anzi, per farsi ispirare. “Tu sei ciò che sei. Imparerò da te, perché io sono niente”, dice.

Non ci sono altre spiegazioni, Hitler è un problema metafisico planetario (parole di Genna), non solo un personaggio storico. Genna lo affronta dall’infanzia al suicidio, descrive l’adolescenza solitaria, ricca solo di delusioni e fallimenti. E di repentine, continue rinascite. Come se dalla morte di ogni suo sogno, Hitler traesse la forza per costruirne un altro, più grande e ambizioso, come nei crescendo delle cavalcate wagneriane tanto amate. Nulla viene nascosto, dalle perversioni sessuali ai rapporti incestuosi, dalle idee pseudo darwiniane sino alla geniale improvvisazione militare e ai rapporti con Roosvelt, Stalin, Churchill, Mussolini. Sino alla tragedia che la non-persona Hitler, come la definisce Genna, mette in atto.

La soluzione finale. Pagine nere di colore introducono pagine nere di contenuti nell’Apocalisse con figure (1941-1945), serie di testimonianze dirette dei campi di concentramento e sterminio. Dure, graffianti, dolorose. Un’alternanza irregolare di fatti storici, frasi asciutte, domande. Ma il quesito principale, vero ribaltamento e nemesi di Primo Levi, Genna l’aveva già posta al lettore nell’incipit: Confrontatevi con lui. Considerate se questo è un uomo.

Recensione di Vanloon12