I vermi conquistatori

Descrizione

Teddy Garnett è un arzillo vecchietto e non vuole saperne di lasciare la casa in cima agli Appalachi dove ha vissuto per anni con la compianta Rose. Non gli importa della pioggia incessante, un diluvio catastrofico che ha messo in ginocchio l’intero pianeta, né di essere l’unico essere umano ancora vivo nella piccola comunità di Punkin’ Center, ormai ridotta a un isolotto in mezzo alle acque. Senza paura, Teddy aspetta il giorno in cui si avvererà il suo unico desiderio: riabbracciare la moglie. Ma quando riceve la visita di Carl, il suo migliore amico creduto morto o portato in salvo dalla Guardia Nazionale, scopre che ci sono cose peggiori della pioggia. Cose che serpeggiano sottoterra, creature striscianti che tarlano il sottosuolo e scavano verso la superficie per rivelarsi al mondo. E conquistarlo.

Autore: Keene Brian

Editore: Edizioni XII

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Il diluvio. Uno dei miti più antichi dell’uomo. Compare nella cultura ebraico-cristiana, mesopotamica, greca… e in molte altre. Brian Keene lo reinterpreta in chiave horror/fantascientifica. Un romanzo ben fatto, che tributa i necessari omaggi al ciclo di Cthulu di Lovecraft e alle atmosfere apocalittiche de La Strada di Cormack Mc Carthy e alla struttura de La Guerra dei Mondi di Herbert George Wells. Impossibile, poi, non pensare che l’ispirazione primigenia non derivi dalla poesia di Edgard Allan Poe intitolata proprio “Conqueror Worm” (al singolare), “Il verme conquistatore”. Riferimenti illustri che più illustri non si può, quindi, che vengono sapientemente mischiati da Keene.

Il  racconto inizia nel quarantesimo giorno di pioggia ininterrotta, quello che nella tradizione biblica segnerebbe la fine del diluvio. Cosa che nel romanzo non accade. Guida del lettore è l’ottuagenario Teddy Garnett che, dalla sua casa sugli Appalachi nel villaggio di Punkin’ Center (nomen omen), vede il mondo sommergersi. Non è successo nulla di particolare. Semplicemente, un giorno ha cominciato a piovere e non ha più smesso. Nell’arco di sette giorni, tutte le città costiere degli Stati Uniti furono obliterate e il resto della nazione iniziò ad allagarsi. E questo è solo l’inizio. Dopo è peggiorata. L’elettricità viene presto a mancare e con essa le notizie sul resto del mondo. Quanti sono i superstiti? E’ vero che ci sono grandi navi che ospitano, al largo di oceani sempre più sterminati, i potenti della terra?

Certo è che la Guardia Nazionale cerca di salvare le persone con gli elicotteri. Teddy rifiuta di essere trasferito, così come l’amico Carl Seaton lo raggiunge. Entrambi assistono impotenti all’abbattimento proprio di un elicottero da parte di un vicino, paranoico e appassionato di armi. Da quel momento, le vicende di Ted e Carl si intrecciano con quelle degli occupanti superstiti, Kevin e Sarah, precipitati sugli Appalachi dopo una fuga precipitosa da una città sommersa in cui un antico dio del mare, il Leviatano, si è svegliato e reclama vendetta per l’uccisione della compagna, la terribile Sirena. Perché, se dall’alto arriva la pioggia, è dalle profondità del pianeta che escono le cose più terribili. I vermi conquistatori, appunto. Piccoli, grandi e immensi, guidati da Behemoth, il più tremendo dei mostri mitologici creati da Keene.

Brian Keene dimostra, con questo romanzo, di essere un ottimo autore, davvero troppo poco noto nel nostro paese, mentre negli USA è considerato un maestro del genere. Perché è vero che un conto è bere Barolo e un altro è bere Prosecco. Ma se il Prosecco è buono, è un gran bel bere, altroché!

Recensione di Vanloon12