Il bambino indaco

Descrizione

Il marito di Isabel toma a casa e trova la moglie riversa a terra. Parte da qui il racconto di un uomo, un marito, soprattutto un padre. Tra lui e Isabel tutto è iniziato come la più classica delle storie: s’innamorano, vanno a vivere insieme, fanno un bambino. Ma qualcosa subito s’incrina: Isabel si convince che suo figlio è un bambino indaco, con doti quasi soprannaturali, un messia e creatore di una nuova era. Ma per poter compiere la sua missione dovrà crescere nel modo giusto. Cosi inizia la lotta di Isabel contro i propri demoni: la disperata ricerca di una purezza assoluta, assassina, che pur di non contaminare svuota, logora, annienta. Al marito non rimarrà che ammettere di avere al fianco una sconosciuta, che va fermata prima che sia troppo tardi.

Autore: Franzoso Marco

Editore: Einaudi

Autore della recensione: Stefania De Paolis

 

Recensione

Un libro di poco più di un centinaio di pagine, che si leggerebbero tutte d’un fiato se l’angoscia, la rabbia, la tristezza e lo sdegno non ti costringessero a prenderlo a piccole dosi.

Il bambino indaco del titolo, cioè l’essere fuori dal comune venuto al mondo per migliorarlo e per annunciare una nuova era, è il figlio di Carlo e Isabel , una coppia normale e apparentemente felice. Almeno fino a quando lei rimane incinta (di un bambino indaco, come le viene pronosticato)  e diventa ossessionata dalla purezza e dalla ricerca della perfezione.

Esasperando le teorie New Age e il veganismo, decide di purificare se stessa e il bambino cibandosi in maniera quasi ascetica e seguendo terapie alternative. Il rigore diventa ossessione e poi follia: Isabel, preda dei propri demoni, sempre più felice e appagata, raggiunge un peso limite, mentre il bambino, sempre più debole e affamato, non cresce, anzi regredisce.

Carlo, un padre privato fin dall’inizio del suo ruolo, assiste passivo alla tragedia che gli si sta consumando davanti agli occhi, stordito, incosciente, incapace. Paralizzato dal terrore e dalla paura di peggiorare le cose, finge che sia tutto normale. Quando finalmente prova a fare qualcosa, trova nuovi e inaspettati ostacoli proprio negli organi preposti a garantire cura, assistenza e aiuto: i servizi sociali.

La situazione ovviamente precipita e si consuma una vera e propria tragedia.

Un romanzo sconvolgente che parla di come l’amore a volte diventi malato e si faccia follia, persino quell’amore che dovrebbe essere il più grande: quello per un figlio.
Un romanzo in cui, e questo è ancora più sconvolgente, dall’inizio alla fine è sospeso qualunque giudizio, sono raccontati solo i fatti e solo dal punto di vista di Carlo.

Franzoso è riuscito a raccontare, senza commentare, una storia tragica, sconvolgente, una di quelle che potremmo leggere la mattina sulle pagine di cronaca di un  giornale.

E’ un romanzo, scritto benissimo peraltro, che consiglio senza dubbio di leggere.

Recensione di Stefania De Paolis