Il botto. Le indagini del commissario Bertè

Un’altra indagine pericolosa per il commissario Berté.

Salendo su una barca dall’epico nome di Antigone, Gigi Berté non si aspettava di finire a capofitto in una tragedia greca… e di esserne anche, suo malgrado, un protagonista. L’imprevisto invito di una velista, accettato per fuggire da un fantasma del passato, trasforma la tranquilla uscita in mare del commissario in un vero incubo… quando un motoscafo Riva esplode a pochi metri dalla vela. Berté si salva con qualche ferita, ma non così la donna, ricoverata in fin di vita all’ospedale, né il pilota del motoscafo, dilaniato dall’esplosione. Le indagini si concentrano sulla vittima, Vittorio Cella, un imprenditore dal passato burrascoso e sibillino che millantava guadagni derivanti da rocambolesche circostanze, e descritto da amici e famigliari come un bugiardo cronico, una persona inaffidabile ma dotata di innata simpatia e sincera generosità d’animo. Le ricerche, però, coinvolgono anche un dinamitardo dal viso angelico e dalla comprovata crudeltà, uno zio arido e misantropo, una ballerina che si presenta con la figlia naturale di Vittorio Cella e con un minaccioso fratello. L’inchiesta è di per sé un rompicapo, considerati i continui colpi di scena, e Berté deve ricorrere ai suoi «metodi fantasiosi» per arrivare a scoprire la torbida verità.

Autore: Martini Emilio

Editore: Corbaccio

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

Il botto – Le indagini del commissario Berté

Emilio Martini, alias sorelle Elena e Michela Martignoni, si affaccia nuovamente sulla scena letteraria con un giallo di sicuro successo, intitolato Il botto ed edito da Corbaccio.

Torna, così, protagonista il commissario Gigi Bertè, il fascinoso uomo con la coda di cavallo, in servizio a Lungariva, in Liguria, che molti dicono nascondere un vicequestore aggiunto in carne ed ossa e che con questa vicenda è giunto alla sua dodicesima inchiesta. Gigi Bertè è un quarantenne un po’ in affanno. Infatti sogna spesso i suoi genitori morti in un incidente provocato, ed è preda di un’inquietudine profonda. Sta passeggiando per le vie del paese quando intravede una sua vecchia conoscenza: un uomo che ha giurato di ucciderlo, esperto in esplosivi, tale Vanni Loiodice, che non dovrebbe essere in libertà. Ma è veramente lui o Bertè ha preso un abbaglio? È preda di tale stato d’animo quando decide di accettare l’invito di un cara amica per una gita in barca a vela, l’Antigone. Appena partiti, un motoscafo accanto a loro esplode. L’amica Silvia versa in gravi condizioni e il commissario Bertè è ferito. Il proprietario del motoscafo, certo Vittorio, muore. Quest’ultimo “lo chiamavano Bolide, perché andava forte in moto, in macchina e in barca.”

In realtà che tipo era? A detta della ex moglie, un poco di buono; secondo lo zio avaro, un buono a nulla; per gli amici, un benefattore leale e simpatico. Chi ha voluto la sua morte? Berté indaga, non senza difficoltà.

Ambientato in Liguria, “luogo in cui l’incuria si trasforma in fascino”, il romanzo si distingue per una trama accattivante e per una perfetta descrizione dei personaggi. Le due sorelle autrici costruiscono, con abilità e scrittura fluente e precisa, una storia che avvinghia il lettore trascinandolo in un vortice emozionante. È una lettura classica per gli amanti del genere giallo, molto intrigante e affascinante. Con un racconto finale scritto in prima persona dallo stesso commissario Berté. Da non perdere assolutamente!

Recensione di Ornella Donna