Il canto della notte

Descrizione

In un paese pressoché sconosciuto del Piemonte risiede una comunità che apparentemente si occupa del recupero di orfani e ragazzi difficili. Maila è una di loro, ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri da Internet e fa esperimenti con erbe, fiori e piante. Non parla volentieri con gli alti, a differenza loro vive con conflitto la sua natura; spesso vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo. La quiete del paese è interrotta: due grossi lupi aggrediscono un uomo del posto. Da quel momento per Maila tutto cambierà: le apparirà uno strano segno sul petto, incontrerà un ragazzo dal nome misterioso e dovrà salvare la sua gente dall’attacco degli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assetati di odio e carne. Ed eccola Maila, in viaggio fino agli Alti Tatra, accompagnata da Othar, un valoroso guerriero. Riuscirà a portare la testa del capo dei nemici nel regno sotterraneo di Ayta, il luogo di confine fra la vita e la morte, in cui i lupi accompagnano le anime nell’aldilà? Una cornice fantasy per tanti temi di bruciante attualità come l’inquietudine degli adolescenti, la necessità dell’integrazione, le regole del “branco”, la diffidenza e il pregiudizio nutrite nei confronti di chi non ci somiglia. Camilla Morgan-Davis, giovane promessa del fan- tasy, parla il linguaggio della sua età. Con il suo ro- manzo generazionale, tocca le corde dell’anima dei suoi coetanei con una riflessione sul mondo di oggi che supera la letteratura di genere tracimando in una disanima sociale.

Autore: Morgan-Davis Camilla

Editore: Zero 91

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

Per gli appassionati di libri e avventure fantasy ecco il romanzo d’esordio nel genere di Camilla Morgan Davis.

La specie protagonista, i licantropi, è molto conosciuta da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con questo genere letterario; e al proposito osservo come molti lettori, per quanto consumati, non siano ancora avvezzi alla comprensione del genere.

Mi permetto di informare i frequentatori del sito che per avventura non abbiano ancora incrociato un esemplare di Urban fantasy, che con tale definizione ci si riferisce comunemente a quel ramo del più vasto genere fantasy caratterizzato dalla forte commistione tra realtà e fantasia che probabilmente avvince tanto i lettori. Cercando di non esagerare nel concedermi lo sfizio di questa piccola digressione, mi sono sempre chiesta se, alla stregua di questo inquadramento, l’Orlando furioso, la Divina Commedia, Alice in Wonderland, non possano definirsi ispirati (e inavvicinabili, ahimè) antenati del genere.

Del resto, i punti di forza di queste storie sono la fortissima idealizzazione dei valori atavici di amicizia, fedeltà e amore, il senso di scoperta e avventura in una commistione magico – superstiziosa di prove da superare e capacità personali innate e una strizzatina d’occhio alla realtà vagamente insoddisfacente ed insufficiente per gli spazi aperti della nostra fantasia più intimista.

Sono fiabe per adulti, e come nella migliore tradizione, hanno ancora una morale, un senso compiuto e una ricerca di ideale che purtroppo è carente nel modo di vivere quotidiano della maggior parte di noi.

Le critiche al genere, forse, non tengono conto dell’insaziabile desiderio che quasi tutti i lettori hanno di elevarsi, di credere che esista un bene e un male, dell’affascinante scelta di combattere per chi si ama, e personalmente vedo sempre questo bisogno di credere in qualcosa di giusto, o quantomeno la ricerca di un Ordine superiore, alla base del successo di queste storie.

Scusandomi della digressione con l’autrice del racconto “Il canto della Luna”, libro che certamente potrà appassionare gli amanti dell’urban fantasy e che contiene le tematiche più classiche e care di cui si conversava, aggiungo che questo romanzo presenta altresì altri ingredienti “forti” del genere: una protagonista imperfetta ma coraggiosa, in cui è facile immedesimarsi, un innamorato valoroso e pronto a salvare l’amata, un forte spirito di famiglia e amicizia che conferma un’appartenenza e un pericolo che incombe ma che avranno (non rivelo come) il coraggio di affrontare insieme.

Recensione di Nicoletta Scano