Il cavaliere inesistente

Suor Teodora narra la storia di Agilulfo, cavaliere senza corpo, di cui vive solo l’armatura. Mentre Carlo Magno assedia Parigi, Agilulfo, dopo essersi coperto di gloria, decide di partire alla ricerca di Sofronia, fanciulla da lui salvata quindici anni prima. Accompagnato dallo scudiero Gurdulù, attraverso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata di lui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravi peccati, decide di scomparire. Si sveste dell’armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d’armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo.

Autore: Calvino Italo

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Alessandra Allegretti

 

Recensione

Suor Teodora, nella pace del convento, racconta le vicende di un cavaliere di Carlo Magno come esercizio di meditazione. Si tratta di Agilulfo, il Cavaliere inesistente, protagonista di uno dei tre romanzi della trilogia “I nostri antenati”.

La sua abnegazione al servizio lo rende eroico. Non ha mai cedimenti perché è animato dall’immenso privilegio del suo status. Ha un solo piccolo difetto: non esiste! Sotto l’armatura niente, nessuna “trippa” o bisogno corporale, solo aria, ambizioni e un nome.

Calvino ritrae il valente uomo dell’imperatore di Francia in modo ironico e dolce, affiancandolo ad altri personaggi indimenticabili che rappresentano a loro volta un modo umano di porsi di fronte alla vita.

Il suo scudiero, Gurdulù dai mille nomi, si ciba delle emozioni ed entra in simbiosi con l’ambiente che lo circonda, “immensa minestra senza forma“. Diventa pianta, si rotola tra le pentole, si unisce alle fanciulle.

Rambaldo, l’ammiratore del cavaliere dalla bianca armatura, aspira alla vendetta e alla gloria, è un uomo animoso che cade letteralmente in amore per Bradamante, la donna fiera che sa essere un guerriero invincibile e una femmina assai capricciosa.

La storia si svolge nel Medioevo, epoca che l’autore ama molto, ma non ha un tempo. Fa riflettere sulla percezione della propria esistenza, su come ci si rapporta con gli altri e con il mondo. Ci si scopre immersi nel gorgo della vita o in volo lontani, appesi a illusioni inconsistenti,  eppure forti sostegni.

“…in una vita di guerriero, che certi fatti siano avvenuti o meno, poco importa; c’è la tua persona, la tua forza, la continuità del tuo modo di comportarti, a garantire che se le cose non sono andate così punto per punto, però così avrebbero potuto pure andare…”

Questo breve romanzo è un capolavoro non tanto per questo, ma soprattutto perché diverte. Delizia con le scene grottesche, le goffe peripezie e la bellezza della poesia. Le considerazioni di Suor Teodora tra un viaggio e un duello sono piccole gemme di letteratura da non perdere.

Con la penna dovrei riuscire a incidere il foglio, ma con leggerezza, perché il prato dovrebbe figurare percorso dallo strisciare di una biscia invisibile nell’erba, e la brughiera attraversata da una lepre che ora esce al chiaro, si ferma, annusa intorno nei corti mustacchi, è già scomparsa.”

L’avete vista passare?

Recensione di Alessandra Allegretti