Il codice Da Vinci

AutoreBrown Dan

Descrizione

Una tranquilla notte parigina. Nulla traspare dalla classica e impenetrabile facciata del Louvre. Un dramma si sta consumando al suo interno, nella Grande Galleria. Il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l’allarme e le grate di ferro all’entrata della sala scendono immediatamente, chiudendo fuori il suo inseguitore. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e si distende nella posizione dell’uomo di Vitruvio, il celebre disegno di Leonardo. Accanto a sé, scrive pochi numeri e un solo nome: Robert Langdon, uno studioso di simbologia. A lui toccherà scoprire il mistero che si cela dietro i capolavori di Leonardo. Chi era il pittore rinascimentale? Cosa nascondeva? E, soprattutto, quali enigmi sconvolgenti nascondevano le sue opere? L’America intera si è appassionata al thriller di Dan Brown, decretandolo scrittore dell’anno. Il suo romanzo ha spiegato a milioni di lettori perché, in definitiva, Monna Lisa sorride.

Indubbiamente un romanzo da leggere. Ritengo sia ad oggi il miglior libro di Dan Brown, con il quale ha ampiamente superato la lentezza di alcuni suoi precedenti libri. La storia si svolge in Europa, e più precisamente in Francia – la maggior parte del tempo – dove Robert Langdon, un professore americano di simbologia, si trova per la presentazione di un libro; proprio al termine della presentazione viene contattato dalla polizia nell’ambito delle indagini per l’omicidio dell’allora curatore del Louvre.

La storia prosegue tra mille simboli da decifrare, inseguimenti e misteri legati alla ricerca del sacro Graal, asseritamente occultato dalla chiesa cattolica al fine di nasconderne la vera natura, che ovviamente non sto qui a raccontarvi!

Probabilmente il contenuto del libro è stato oggetto di eccessiva attenzione, che non ha tenuto in considerazione il fatto che si trattasse di un romanzo, e non di un’indagine su fatti storici. Stesso discorso vale per eventuali riferimenti che l’autore possa aver fatto ad organizzazioni religiose, che da molti sono state interpretate come denunce di fatti realimente commessi dalle stesse. Proprio questi fraintendimenti hanno successivamente dato origine alla pubblicazione di altri libri che analizzassero, ed in alcuni casi contestassero, il contenuto del Codice da Vinci.

La storia è senza dubbio avvincente e merita di essere letta. Si tratta di uno di quei libri di veloce lettura, ove la rapidità non è certamente dovuta al ridotto numero di pagine, ma piuttosto all’interesse che la serie di eventi suscita nel lettore. Sicuramente degna di nota, inoltre, l’imponente attività di ricerca che è stata condotta dall’autore prima di scrivere il libro, oltre al modo di presentare una quantità di informazioni che, se proposte in modo sbagliato, potevano rendere il libro estremamente pesante.

Significativa poi la curiosità suscitata nel lettore dalle varie citazioni. Il libro ha difatti causato una vera e propria corsa all’approfondimento ed alla ricerca di informazioni. Quante sono le persone che dopo aver letto il libro non sono andate a cercare informazioni sulla “sequenza di Fibonacci”? Veramente poche, credetemi, almeno per la mia esperienza. Mai come nel periodo di maggior diffusione del libro, che ha venduto oltre 40 milioni di copie, le persone si sono interessate delle leggende che riguardano il Santo Graal, o semplicemente alla storia dell’Opus Dei, chissà, magari nella speranza di incappare in qualche mistero insoluto.

Recensione di Diego Manzetti