Il collezionista di Marsiglia

Descrizione

C’è un patrimonio di inestimabile valore nascosto in una lussuosissima villa di Hollywood Heights. Si tratta di una collezione di vini tra i più pregiati e preziosi che si possano trovare sul mercato: Lafite Rothschild, Latour, Margaux, Figeac, Pétrus.Ogni bottiglia vale migliaia di dollari e Danny Roth, un ricco avvocato, le conserva gelosamente lontano da occhi indiscreti. Ma un giorno commette un errore e accetta di parlare dei suoi favolosi esemplari al «Los Angeles Times» per la pagina di enologia. Un peccato di vanità fatale, perché durante la notte di Capodanno qualcuno fa irruzione nella villa e i vini vengono rubati. Per indagare sul furto viene assoldato Sam Leavitt, un investigatore privato dal passato oscuro e rocambolesco: prima ladro-gentiluomo, poi avvocato. Sam è l’unico in grado di risolvere velocemente questa spinosa questione, proprio grazie ai suoi trascorsi non limpidissimi. Per localizzare una refurtiva così preziosa le prime ore sono fondamentali. Ecco perché Sam non perde tempo e inizia subito un viaggio che dai filari di viti della Califomia lo porta fino nei vigneti baciati dal caldo sole del Sud della Francia, a Bordeaux, la capitale mondiale del vino. Qui, aiutato dalla bellissima e misteriosa esperta di vini Sophie Costes, si mette sulle tracce di un ricco collezionista di Marsiglia, Monsieur Reboul. È solo un caso che l’uomo l’anno prima abbia tentato di comprare parecchi dei vini scomparsi? Per scoprirlo Sam e Sophie dovranno addentrarsi nei bui corridoi della cantina di Reboul, anche usando mezzi non del tutto leciti…

Autore: Mayle Peter

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Peter Mayle si offenderebbe se mi sentisse, ma questo romanzo va giù come un lambrusco fresco quando fuori fa caldo! Si offenderebbe perché i vini di cui parla nel romanzo sono di ben altro genere e livello. La vicenda di partenza, infatti, è la scomparsa di alcune delle più prestigiose annate dei più grandi cru di Bordeaux dalla cantina di Danny Roth, ricco avvocato di Los Angeles che le ha accumulate più per desiderio di compiacere il mondo hollywoodiano di apparenza in cui operano i suoi assistiti che per reale passione (e questo, per Mayle, è peccato mortale!).

Milioni di euro in bottiglie di Lafite Rotschild, Latour, Petrus, Margaux, d’Yquem… A indagare sul furto viene assoldato Sam Levitt, un personaggio border line, investigatore privato dal passato rocambolesco. Dalla California, Sam decide di spostarsi sul territorio, anzi, nel terroir nel Bordolese e nel sud della Francia, intraprendendo un vero e proprio viaggio iniziatico nel mondo del vino. A questo punto è indispensabile fare un passo indietro e parlare di Peter Mayle. Giornalista inglese, deve il suo successo letterario a Un anno in Provenza, sorta di diario romanzato della sua esperienza personale di Birtish trapiantato nel Sud della Francia. Scelta di vita che lo porta a un vero incontro – scontro  culturale che lui riesce a raccontare mantenendo un registro sempre ironico ed equilibrato. Osserva che l’organo più importante per i Francesi non è il cervello, come per gli Inglesi, ma lo stomaco e lo fa quasi con ammirazione, la stessa che riserva agli operai che impiegano mesi e mesi per ristrutturare il Mas provenzale che ha acquistato e che sanno dissertare di storia e di enogastronomia, tanto da conoscere, in ogni paesino sperduto, in quale restaurant o bistrot o auberge mangiare e cosa ordinare. Lo stesso incontro-scontro di culture divertito e divertente che ha raggiunto la rappresentazione cinematografica nel film Un’ottima annata, con Russell Crowe, tratto proprio da un altro romanzo di successo di Mayle.

E che torna decisamente nel Collezionista di Marsiglia, nel confronto tra l’americano Levitt e l’affascinante Sophie Costes che l’aiuterà nella fase francese dell’indagine. Indagine che li porterà a incrociare il più importante uomo d’affari di Marsiglia, Monsier Reboul, che possiede una cantina forse più fornita di quella del derubato ma il cui capo-cantina aveva avanzato diverse richieste di acquisto proprio per le annate trafugate. Insomma, anche se ci sono un furto, un investigatore, molte belle donne e un’indagine, non aspettatevi un giallo “classico”.  Il collezionista di Marsiglia è un romanzo piacevole, leggero e divertente, che si legge tutto d’un sorso… pardon, di un fiato! Proprio come il lambrusco! E il retrogusto è dato dall’amore di Mayle per il Sud della Francia (io gli consiglierei di salire in Borgogna, anche e soprattutto per i vini, ma evidentemente non abbiamo gli stessi gusti!) e per la ricca cultura, nel senso più lato possibile, di quel territorio.

Recensione di Vanloon12