Il colore della paura

Descrizione

La neve avvolge in una coltre silenziosa la piccola cittadina di Rumilly, nell’Alta Savoia. Due bambini corrono a perdifiato nel bianco sterminato. Per festeggiare il loro decimo compleanno hanno deciso di sfidare la proibizione paterna e intrufolarsi nella tenuta del Castello. In punta di piedi si avvicinano alla finestra e incollano il naso al vetro. Devono scoprire se quello che si racconta del padrone di casa è la realtà. E quello che vedono è ancora più sorprendete delle voci di paese. Il canarino rinchiuso nell’elegante gabbia dorata è davvero tutto blu, e dello stesso colore è il viso del suo padrone, Jean-Antoine Giobert, che vive isolato in quell’edificio in rovina, circondato da campi di Isatis Tintoria, una pianta che fornice un particolarissimo pigmento blu. Unico superstite di una famiglia massacrata durante la rivoluzione, il ricco signorotto non ha che una passione e ossessione: l’indaco. Lo studia e lo sperimenta in ogni sua sfumatura e gradazione, per poi venderla a peso d’oro. Tutta la sua esistenza è dedicata alla ricerca del blu perfetto, su cui scrive un ponderoso trattato e per la quale partecipa, vincendoli sempre, a bizzarri concorsi per la premiazione del colore più puro. Ma nei giorni che seguono a questi successi vengono scoperti efferati delitti che sono pericolosamente simili ai deliri onirici di cui Giobert è preda ormai da molte notti. Per sfuggire al dubbio scagionarsi, è costretto a intrecciare la sue ricerche con quella dell’assassino, in una spirale cupa e ipnotica. Gérard Roero di Cortanze descrive tutta la crudeltà del nostro essere interiore, fino nei meandri più nascosti e proibiti. Una vera e propria favola del male.

Autore: Cortanze Gérard Roero di

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Diego Manzetti

 

Recensione

L’indaco è una sostanza colorante turchina contenuta in piante quali la Isatis tinctoria e utilizzata per la tintura dei tessuti. Una così semplice definizione può trarre in inganno chi non conosce l’arte della tintura. Quello che oggi diamo per scontato, un tempo costituiva una vera e propria attività densa di ostacoli e traguardi apparentemente insormontabili.

Giovanni Antonio Di Gioberti, il protagonista di questo libro, è un maestro dell’indaco. La sua vita, dedicata alla ricerca delle varie sfumature di blu, sembra essere stata scritta prima ancora che venisse al mondo. Il suo volto, difatti, a causa di una voglia di grandi dimensioni, è blu, come il colore al quale ha dedicato la sua esistenza. Un personaggio di non semplice comprensione, quello di Gioberti. Isolato nel suo castello, evita il più possibile i contatti umani. Irrinunciabile però l’incontro periodico con i suoi amici presso il “Cafè des Alpes” di Rumilly (in Savoia). Cavaliere Rosso, Cavaliere Bianco, Cavaliere Verde, questi i nomi di alcuni dei suoi misteriosi amici; personaggi che l’autore ha tratteggiato senza però descrivere con dovizia di particolari.

Una serie di delitti ha luogo in Savoia nel periodo in cui la storia è narrata. Atroci omicidi le cui vittime hanno subito sadiche violenze. Il tutto ambientato in un periodo storico di grande cambiamento per la regione. Il periodo è quello intorno al 1860, anno durante il quale la Savoia diviene parte della Francia. Il fermento che accompagna questo evento parzialmente attutisce il terrore che il brutale assassino ha disseminato tra i savoiardi.

Gli omicidi hanno tutti un particolare legame con la figura di Gioberti. La sua ricerca ossessiva del blu cielo e del blu notte, pilotate dalla magica figura del maestro del blu, il Cavaliere Blu, lo portano a spostarsi tra i vari paesi della Savoia, gli stessi nei quali i delitti sono compiuti. Una commistione di elementi misteriosi e sovrumani, calati in una realtà storica ben tratteggiata dall’autore.

Gérard Roero di Cortanze, autore di origini italiane, ha pubblicato un’impressionante serie di libri in Francia, riscuotendo grande successo e riconoscimenti di pubblico e di critica in tutto il mondo.

Recensione di Diego Manzetti