Il commesso

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957, Il commesso è considerato da molti il capolavoro di Bernard Malamud. La storia è quella di Morris Bober, umile commerciante ebreo che nel cuore di Manhattan conduce una vita misera e consumata dagli anni, e di Frank Alpine, un ladruncolo di origini italiane, deciso a riscattarsi e diventare un uomo onesto e degno di stima, aiutando Morris al negozio. Tuttavia il giovane Frank non resisterebbe dietro al bancone, sempre più assediato dalla concorrenza, se non si innamorasse di Helen, la figlia di Morris. La vicenda è straordinariamente intrecciata intorno alle emozioni, ai segreti, al destino di queste tre esistenze. Il ritmo quasi ipnotico della narrazione, la capacità di attenzione al dettaglio, lo stile limpido e ironico regalano al romanzo quell’atmosfera inconfondibile, a metà fra il tragico e il comico, che rende affascinante la narrativa di Malamud.

Autore: Malamud Bernard

Editore: minimum fax

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Tra i classici della letteratura “Il commesso” di Bernard Malamud ci sospinge nella realtà multietnica americana ove un negoziante ebreo si destreggia tra le sue origini e i pregiudizi della società spesso ostile, nella quale l’individuo fatica ad affermare le proprie passioni e il desiderio di riscatto.

Morris sopravvive a stento nella condizione di povertà alla quale viene costretto da una concorrenza sempre più spietata: il suo negozio di alimentari a malapena gli consente di mantenere la moglie Ida e la bella figlia Helen (“Aspetterò, sognerò. Qualcosa succederà”), che è costretta a rinunciare agli studi e a devolvere parte dello stipendio per garantire al padre la possibilità di continuare la sua attività commerciale.
Dopo una rapina, nel corso della quale Morris viene malmenato, nella vita della famiglia ebrea irrompe un giovane di origini italiane (“Disse di chiamarsi Frank Alpine e d’essere arrivato da poco dall’ovest, per cercare di farsi strada”), abituato a vivere di espedienti (“Mancava una bottiglia di latte e, quando le contò, due pagnotte”),  che si offre di collaborare gratuitamente e risolleva le sorti del negozio (“Sicché l’improvviso rialzo delle vendite nel negozio, pensò Ida, non ci sarebbe stato senza Frank Alpine”).
Il nuovo venuto combatte tra opposte forze (“Prima o poi tutto quello che mi pare valga la pena d’avere mi scappa di mano in un modo o nell’altro”): la tentazione di “fare la cresta” sugli incassi (“Frank vendeva per almeno un dollaro… che non metteva nella cassa”), il desiderio di essere trasparente nei confronti di chi l’ha accolto con benevolenza, l’amore per Helen (“Quando la sentiva scendere le scale andava alla vetrina per vederla uscire”), che confligge con i sotterfugi e gli impulsi violenti ai quali talvolta Frank si abbandona.

Poi la sorte sembra concedere alla famiglia di Morris la possibilità di vendere con profitto il negozio, ma un attimo dopo, la stessa sorte nega quest’opportunità e, in questo momento, Frank è chiamato ad andare contro corrente: opponendosi ai preconcetti (“Non lavorare per un giudeo, ragazzo”), affermando la sincerità dei sentimenti, fornendo una prova tangibile che sancisca una promessa di fedeltà e consenta alla persona amata di realizzare il proprio sogno…

Il commesso” è una bella parabola, condotta con uno stile asciutto ed essenziale, per affermare che l’individuo può prevalere con le azioni e con la determinazione sui meccanismi cogenti della società.

Bruno Elpis