Il fantasma di Canterville

Descrizione

Un ricco ministro americano, Hiram B. Otis, si trasferisce in Inghilterra e sceglie di abitare nell’antico castello di Canterville. Non si fa certo impressionare dalla leggenda che vuole il castello infestato da un vecchio fantasma, l’antico proprietario, Sir Simon, che uccise la moglie Lady Eleonore e scomparve nel nulla… “Il fantasma di Canterville” è una delle opere più conosciute e amate di Oscar Wilde, capolavoro di una scrittura al contempo raffinatissima e accessibile, intriso di ironia e di significati nascosti.

Autore: Wilde Oscar

Editore: Feltrinelli

Autore della recensione: Michele Nenna

 

Recensione

Racconto pubblicato nel 1887, “Il fantasma di Canterville” presenta sin dalle prime righe un umorismo davvero impareggiabile, degno del suo autore. Oscar Wilde inserirà come sottotitolo  “Fantasia Ilo-idealistica”, rifacendosi alla teoria filosofica secondo cui è la materia a possedere il principio vitale che la anima.

Le modalità con cui la vicenda si svolge sono fedeli al periodo culturale dell’Inghilterra di fine ‘800, nonché appartenenti allo stile vittoriano.

Tutto inizia con l’acquisto da parte dell’ambasciatore americano, Hiram B. Otis, del castello di proprietà della famiglia dei Canterville. Lo stesso Lord Canterville, al momento della trattativa, elenca al futuro acquirente tutte le disavventure che da oltre tre secoli avvengono in quel castello infestato dai fantasmi. In particolare, non manca di descrivere le morti precoci a cui ha assistito, con dovizia di particolari, ma il signor Otis è ormai convinto della sua scelta. Di li a poco si sarebbe trasferito con tutta la sua famiglia, comprando in blocco mobili e fantasma; dalle sue parti ormai queste sono storie che non fanno paura a nessuno, dato che proviene da una nazione moderna.

Ad attendere l’insediamento della nuova famiglia c’è la governante Mrs Umney, che già in precedenza ha offerto i suoi servigi alla casa dei Canterville. La famiglia Otis invece è composta dall’ambasciatore, sua moglie Lucretia, e i loro figli Washington, Virginia e i gemelli soprannominati “a stelle e strisce”.

Già durante la prima notte i nuovi inquilini del castello avvertono i segnali di una presenza spiritica, ma nessuno di loro si spaventa. Anzi, i piccoli gemelli intraprendono addirittura una battaglia a suon di dispetti con il fantasma.

Questo si rivela poi essere Sir Simon Canterville, che tre secoli prima ha ucciso la sua adorata moglie proprio lì nel castello.

Ostacolato dunque nel suo intento dal comportamento dell’intera famiglia Otis, il fantasma di Canterville sperimenta la sconfitta.

Dopo diversi tentativi falliti, l’unico membro della famiglia ad avvicinarsi è Virgina, una ragazzina di quindici anni dalla spiccata sensibilità.

Nella camera dove si è rifugiato, il fantasma di Sir Simon Canterville confessa alla giovane di essere in attesa della morte da oltre trecento anni. Si sente triste e solo ma è suo malgrado bloccato in quello stato. A sostegno della sua verità, una scritta all’interno della biblioteca principale della casa:

Quando una fanciulla dai capelli d’oro strappar saprà

una preghiera da labbra che peccati ha,

quando il mandorlo inaridito fiorirà

e una piccola creatura le sue lacrime piangerà,

allora sulla dimora la quiete scenderà

e a Canterville la pace tornerà“.

Virgina non riusce a comprenderne il significato e così il fantasma le spiega cosa fare per aiutarlo a liberarsi e ritrovare la pace, conducendola in un diverso spazio temporale.

Allarmati dalla sua sparizione, gli uomini della famiglia Otis, con l’aiuto di Cecil (giovane ragazzo innamorato perdutamente di Virginia) partono alla ricerca di Virginia che, una volta liberato il fantasma di Canterville dai suoi peccati, riceve in dono costosissimi gioielli, da far invidia a qualsiasi ragazza.

Ciò che è avvenuto tra Virgina e Sir Simon non viene svelato, ma alla richiesta di spiegazioni del suo ragazzo Cecil, la fanciulla arrossisce, lasciando intendere un retroscena che solo la fantasia del lettore sa tradurre.

“Il fantasma di Canterville” è una delle pietre miliari della produzione tardo vittoriana e fa intravedere quanta arretratezza ci sia nel vecchio mondo rispetto alla cultura americana dell’epoca.

Recensione di Michele Nenna