Il gattopardo

Descrizione

Siamo in Sicilia, all’epoca del tramonto borbonico: è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso di regime, mentre già incalzano i tempi nuovi (dall’anno dell’impresa dei Mille di Garibaldi la storia si prolunga fino ai primordi del Novecento). Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, il romanzo, lirico e critico insieme, ben poco concede all’intreccio e al romanzesco tanto cari alla narrativa dell’Ottocento. L’immagine della Sicilia che invece ci offre è un’immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica e politica contemporanea.

Autore: Tomasi di Lampedusa Giuseppe

Editore: Feltrinelli

Autore della recensione: Francesca Barile

 

Recensione

Scritto sul finire degli anni Cinquanta e pubblicato postumo,unico lavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il gattopardo” è uno straordinario affresco della decadenza di un’epoca, visto però con gli occhi di chi non ha vissuto il periodo storico narrato.

Ambientato nella Sicilia dell’Unità d’Italia, il romanzo vede come protagonista il colto e malinconico principe Fabrizio Salina, rappresentante di un’epoca ormai conclusa e strenuamente legato ad essa, seppur consapevole di non poterne frenare l’irresistibile e inevitabile fine.

Si contrappongono a lui il nipote Tancredi, spregiudicato e senza scrupoli, che cerca di mantenere i suoi vecchi privilegi aderendo al nuovo corso, prima come garibaldino e poi come soldato dell’esercito italiano, e il sindaco di Donnafugata, don Calogero Sedara, padre della bellissima Angelica, poi moglie di Tancredi, un ex massaro arricchito e colluso, simbolo triste del nuovo che avanza.

Intorno a loro un corollario di personaggi tutti crepuscolari, dalla figlia del principe, Concetta, innamorata non corrisposta di suo cugino e destinata a un amaro zitellaggio, al passivo padre Pirrone, il confessore della famiglia Salina.

Considerato romanzo storico, “Il gattopardo” risente dell’influenza esistenzialista, corrente filosofica e letteraria propria degli anni Cinquanta.
Indiscusso capolavoro letterario italiano e mondiale vanta una versione cinematografica di altrettanto valore, Il gattopardo di Luchino Visconti (1963).

Recensione di Francesca Barile