Il metodo del coccodrillo

Tre ragazzi vengono trovati morti in tre diversi quartieri di Napoli, uccisi dalla stessa arma. Solo il commissario Lojacono, trasferito per punizione dalla Sicilia, sembra comprendere la chiave del mistero: un fazzoletto intriso di lacrime che il killer lascia dietro di sé. Il commissario solitario e il “Coccodrillo” si fronteggiano come in uno specchio, in una caccia spietata che ha i toni cupi dei grandi noir americani.

Autore: de Giovanni Maurizio

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Donatella Perullo

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Chi ha conosciuto il De Giovanni del commissario Ricciardi e la sua Napoli del passato, cupa eppure romantica, tragica e allo stesso tempo poetica, li dimentichi. Questo è un romanzo diverso, spietato e la città in cui si svolge si nutre dei suoi personaggi fagocitandone gli animi dilaniati dalla durezza della vita e nascondendo il male che riesce a mimetizzarsi nell’ombra dell’indifferenza. Dimenticate Ricciardi, gli unici fantasmi che s’incontrano in questa storia sono quelli del passato, quelli che tormentano Giuseppe Lojacono, ispettore di polizia trasferitosi a Napoli dalla Sicilia, e quelli che corrodono l’animo e i sensi del Coccodrillo, lo spietato assassino che falcia giovani vite senza provare rimorso.

“La morte arriva sul binario tre alle otto e quattordici, con sette minuti di ritardo”, è un incipit folgorante quello con il quale si apre il racconto. Un vortice che risucchia e imprigiona all’istante l’attenzione del lettore fino all’ultimo rigo.

Il metodo del coccodrillo non perdona. Il coccodrillo è scrupoloso, paziente, aspetta nel buio che le vittime prescelte gli si avvicinino e le colpisce senza lasciare scampo. Dietro di se non lascia tracce se non pochi fazzoletti imbrattati di lacrime, le sue. Le vite stroncate sono giovani, fin troppo perché l’ispettore Lojacono, Peppuccio per gli amici, riesca a non lasciarsi coinvolgere e travolgere dagli eventi. Lui pretende di comprendere, vuole fermarlo ed è il solo a capire che la camorra non c’entra nulla in tutta questa brutta storia. Affiancato dalla bella e volitiva Laura Piras, il giovane procuratore della repubblica incaricato di seguire le indagini, e sostenuto dalla prosperosa amica Letizia, Peppuccio non si fermerà fino a quando il Coccodrillo non sarà in trappola. La domanda che resta è una ed è straziante: E’ possibile catturare questo Coccodrillo?

Questo romanzo rappresenta un nuovo inizio per Maurizio De Giovanni che dopo il meritatissimo successo dei cinque romanzi che seguono le vicissitudini del commissario Ricciardi, riconferma tutto il suo talento con quest’opera che vede ancora una volta protagonista la sua città, la controversa e affascinante Napoli. Quella di Lojacono è però una Napoli cupa, perennemente piovosa, che ricorda la città fantasma in cui Andrew Kevin Walker ambientò “Se7ven” il noir hollywoodiano del 1995. Una Napoli che intristisce, che nasconde, che incancrenisce. Una città che potrebbe essere qualunque e ovunque nel mondo e dove “la morte è una danza. Una danza disegnata da un coreografo scadente”, come ci sussurra lo stesso De Giovanni.

Recensione di Donatella Perullo

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