Il mio impero è nell’aria

Descrizione

Vic Gamalero è un ragazzo nevrotico e geniale: ossessionato dal denaro, incapace di distinguere la linea che separa la gratuità dell’affetto dalla pervasiva presenza dei soldi, se ne fa prestare continuamente da genitori, amici, fidanzate, sconosciuti, provando ogni volta qualcosa di simile al sentimento amoroso. Imbastisce menzogne di ogni genere, inventa e veste molteplici identità (si improvvisa giornalista e impresario teatrale, si spaccia per architetto e consulente d’impresa), nessuna delle quali pare essere definitiva; nel frattempo, la sua natura camaleontica e la sua stupefacente capacità di entrare nelle vite degli altri lo portano a contatto con persone di ogni tipo: disadattati, miliardari, attori precari, recuperatrici di credito, giovani di buona famiglia, eroine del volontariato. Fino a quando, tra truffe e debiti accumulati in modo sempre più disordinato, Vic si ritroverà sull’orlo del baratro. Scritto con una lingua rapida e avvincente, tra dialoghi battenti, scene indimenticabili e squarci di pura comicità, “Il mio impero è nell’aria” è il ritratto di un formidabile antieroe italiano del terzo millennio: cattolico, borghese ma sempre ai margini della convivenza civile, il suo rapporto patologico col denaro lo conduce nelle viscere di un paese che proprio del denaro – il suo desiderio, la sua cronica mancanza o la sua scandalosa abbondanza – sembra aver fatto una malattia inguaribile.

Autore: Ricuperati Gianluigi

Editore: minimum fax

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

Il primo romanzo di Gianluigi Ricuperati ha la sincerità e l’umorismo che si vorrebbe sempre trovare in un libro. Senza mai perdersi in un già visto, già sentito, già pensato, l’autore costruisce pagina dopo pagina il protagonista di questa storia, tenendolo costantemente in bilico tra il divenire “personaggio” e il descrivere un – possibile? – uomo qualunque. Una anti eroe qualunque.

L’autore riesce, senza deludere, a confrontarsi con la cultura cattolica, con l’annosa (e ansiogena) indagine sull’importanza del denaro e sul pericoloso baratro del consumismo, costruendo un universo completamente autografo su una vita che avrebbe potuto appartenere a un italiano qualunque.

Figlio di una media o forse alta borghesia (se oggi di borghesia si può ancora parlare), con genitori – ex sessantottini – convertiti al cattolicesimo più integralista, fratello di due realizzati professionisti e dotato di non poche doti e qualità, Vic Gamalero spicca per estraneità alla famiglia, all’amore, alla crescita professionale e personale, eccelle nel patologico radicamento in uno spirito che rifiuta l’età adulta, la responsabilità, il sacrificio e lo pone costantemente in contrasto con la realtà.

Fin qui, potrebbe essere un romanzo già scritto, ma sono l’intelligenza e l’originalità che pervadono l’intera narrazione a fare di questo romanzo un’ opera eccellente.

I personaggi che prendono parte alla giostra che ruota attorno alla personalità emotivamente instabile del protagonista sono vivi, autentici, mai improvvisati o resi opachi da una caratterizzazione che, se pure c’è, non è mai fuori misura.

Bellissima l’antitesi tra la religiosità della madre e la spiritualità del padre di Vic, davvero pregevole, di nuovo, la maestria nel rendere i personaggi multidimensionali e mai monolitici, quindi credibili, seppure fuori dal comune.

Sorprendenti sono poi le tragicomiche e allucinanti vicende in cui si trova continuamente coinvolto il protagonista, che con irriducibile tenacia alimenta un’esistenza di stratagemmi, tragedie, errori e imprese alla Don Chisciotte, seppure privato di un qualunque Sancho Panza, poiché in fondo, Vic è un solitario.

Divertente per le variegate vicende rievocate, per le rutilanti opinioni allucinate del protagonista, Gianluigi Ricuperati riesce anche ad orchestrare immagini di degnissimo umorismo, capacità molto rara di questi tempi.

Ottima prova d’autore, consigliatissimo. 

Recensione di Nicoletta Scano