Il segreto dei suoi occhi

Descrizione

Fine anni Sessanta. Benjamin Chaparro, giovane funzionario incastrato nella cancelleria di un tribunale di Buenos Aires, assiste alle indagini frettolose, approssimative e tutt’altro che limpide sull’uccisione di una giovane donna. Venticinque anni dopo, ormai pensionato, Benjamin ripercorre la storia delle ricerche e della privata caccia all’assassino che, dopo la chiusura ufficiale del caso, lo hanno visto protagonista insieme a Ricardo Morales, marito della vittima. Questo doloroso scavo nel passato gli consente di rivivere l’amore mai dichiarato per Irene – giudice nello stesso tribunale in cui lavorava all’epoca dei fatti – ma lo costringe anche a fare i conti con i tormentosi sensi di colpa legati alla morte di un amico, e soprattutto lo porta a ricomporre gradualmente il puzzle dell’omicidio insoluto. Un noir di grande atmosfera, un percorso nella memoria individuale e in quella collettiva di un’Argentina sprofondata nella violenza politica.

Autore: Sacheri Eduardo A.

Editore: Rizzoli

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Attenzione, siamo davanti a un caso quasi unico in cui la trasposizione cinematografica di un ottimo romanzo produce un ottimo film! Il film di Juan José Campanella, con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Pablo Rago si è aggiudicato meritatamente l’Oscar come miglior opera straniera nel 2010 perché, nonostante un paio di significativi scostamenti dal romanzo di Sacheri, è riuscito nella difficile opera di conservazione delle atmosfere di una Buenos Aires agli albori del golpe del 1976.

Il New Yorker per il romanzo – in cui si fondono almeno tre generi, noir, storico e sentimentale – ha parlato di lineare semplicità, quella dei veri capolavori. Non posso non accodarmi. La figura di Benjamin Esposito, vice cancelliere del tribunale ormai in pensione, ha tratti davvero epici. Stoico nella sua rinuncia all’amore (inteso come sentimento e come donna che incarna quel sentimento) si accinge a scrivere un romanzo, quasi per chiudere veramente una vecchia indagine, il caso Morales, una storia giudiziaria di stupro ed omicidio che da venticinque anni lo ossessiona.

Il vero incipit del romanzo può essere considerato quello del secondo capitolo ed è folgorante: “Il 30 maggio 1968 fu l’ultimo giorno in cui Ricardo Agustìn Morales fece colazione con Liliana Colotto, e per il resto della vita ricordò non solo di che cosa avevano parlato, ma anche cosa avevano bevuto e mangiato, qual era il colore della vestaglia di lei e il bell’effetto di un raggio di sole che la illuminava da un lato, sulla gota sinistra, mentre era seduta in cucina”.

Lo stesso Morales è figura epica. L’eroe che soffre, incapace di dimenticare la perdita dell’amata e di pensare anche solo di perdonare la mano che gliel’ha strappata. Tanto da vocare la propria vita alla vendetta e sacrificare tutto il tempo libero per appostamenti nelle principali stazioni ferroviarie della città, nella speranza di incrociare la persona verso cui convergono i sospetti. L’unico che, pervicacemente, proseguirà nelle indagini sarà proprio Esposito, aiutato dal collega e amico Pablo Sandoval, geniale e di grande umanità, ma vittima dell’alcol. L’inchiesta, frammentata nel corso di un lungo arco temporale in cui le vicende storiche dell’Argentina fungono da sfondo, si mescola con l’impossibile attrazione che spinge Esposito verso il suo capo, la cancelliera Irene Menendez-Hastings, donna affascinante (e sposata, come lo è stato due volte Esposito) che sarà anche la prima attenta lettrice del romanzo. La conclusione della vicenda di Morales e delle indagini di Esposito rimandano al titolo stesso del romanzo, quel segreto custodito nei suoi occhi (suoi di chi? A voi scoprirlo) e a sentimenti tanto forti quanto duri.

Sacheri scava in profondità nell’anima dei suoi personaggi e, di riflesso, in quella dei lettori. Difficile non immedesimarsi, difficile non chiedersi cosa saremmo disposti a fare nei panni di Morales o di Esposito o di Irene. Da rimarcare, nel film, la spettacolare scena della cattura del sospettato allo stadio del Racing, sottolineata dal ritmo de “La Gloria” dei Gotan Project. Da vedere, ascoltare e… leggere!

Recensione di Vanloon12