Il signore delle anime

“Dopo essere stato nelle sue mani, dottore, nessuno può più affermare di essere padrone della propria anima” dirà un giorno a Dario Asfar il ricchissimo finanziere Wardes, affidandosi ancora una volta alle cure di quel medico ambiguo quanto fascinoso. A Parigi c’è chi lo accusa di sfruttare la credulità del prossimo. Eppure, nella sua sala d’aspetto continuano a fare la fila le signore della buona società, ansiose di sottoporsi al suo ” metodo ” una sorta di psicoanalisi annacquata a uso mondano – per guarire da mali molto spesso immaginari. Del resto, se il dottor Asfar è riuscito a diventare ricco e celebre, è proprio perché, nel momento in cui stava per arrendersi alla miseria e all’emarginazione, ha capito che “queste malattie nervose, queste turbe psichiche, queste inspiegabili fobie, che di certo nessun dottore saprebbe guarire, rappresentano un campo di ampio, illimitato successo “. Certo, è dovuto scendere a compromessi talvolta ignobili con la propria coscienza; e ha finito – lui, il “meteco”, il “medicastro” malvestito, che, giunto da uno di quei porti dell’Oriente che formicolano di commerci di ogni genere, sognava di trovare in Occidente il proprio riscatto – per non tirarsi indietro di fronte a nessuna richiesta, neanche la più scellerata. Non poteva, e non solo perché aveva una moglie e un figlio da mantenere: ma perché era anche lui un “lupo affamato”…

Uno psicologo richiesto da tutti, ecco chi è Il signore delle anime.

Nella Parigi a cavallo fra le due guerre, la scrittrice Irène Némirovsky ci narra di un misterioso dottore che insegue da anni il suo riscatto sociale.

Per esperienza, egli conosce molto bene l’arte di arrangiarsi e, una volta giunto nella capitale francese, intuisce subito che la società moderna occidentale ormai non può fare a meno di certe figure professionali. La scalata al successo che dovrà compiere è un percorso insidioso, fatto di tante cadute dalle quali, però, troverà sempre il modo di rialzarsi, grazie alla furbizia che lo ha sempre contraddistinto, e all’ambizione che ha fatto sì che, poco più di un bambino, partisse dal medio-oriente alla conquista dell’Europa.

Debiti, truffe e bugie sono gli escamotage di cui si serve per affermarsi, perché forse anche il protagonista de Il signore delle anime, proprio come i suoi pazienti, ha bisogno di ascoltare una verità che è altro rispetto alla realtà.

Qui una interessante intervista alla figlia di Irène Némirovsky.