Il silenzio del carnefice

Descrizione

Stoccolma, 1767. Deve lasciare la città, subito. Per il giovane compositore, l’unica possibilità di salvezza è affrontare un lungo cammino e rifugiarsi a Trondheim. Lì cambierà identità e, con il nome di Jon Blund, potrà dedicarsi anima e corpo al suo grande amore: la musica. Ma il destino è sempre in agguato e, alla fine, le strade della vita conducono tutte alla stessa destinazione: la morte… Trondheim, oggi. Il detective Odd Singsaker stenta a crederci. Eppure è proprio lì: un antico carillon – risalente al XVIII secolo – adagiato sul petto di una donna barbaramente assassinata, cui sono state asportate le corde vocali. Oltre a quell’indizio inquietante, i suoi uomini non hanno trovato nulla: non ci sono impronte digitali né tracce di DNA, né testimoni che possano fornire un identikit del killer. Per risolvere il mistero, Singsaker deve quindi aggrapparsi a quell’unica, flebile traccia: l’ipnotica melodia suonata dal carillon. E ben presto scopre non solo chi l’ha composta – un certo Jon Blund -, ma anche che, nel corso dei secoli, è stata considerata una musica maledetta. Perché promette il sonno eterno a chiunque l’ascolti…

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dopo l’ottimo riscontro del suo romanzo d’esordio, La biblioteca dell’anatomista, Jørgen Brekke torna in libreria con un nuovo thriller. Personaggi e luoghi sono quelli del primo libro.

La cittadina norvegese Trondheim nasconde anche stavolta un mistero intricato (nella mente dell’autore evidentemente il luogo é popolato di psicopatici e serial killer). La vittima é la giovane Silje Rolfsen, il cui corpo viene trovato quasi sommerso dalla neve, con le corde vocali asportate.

Coinvolto nelle indagini é ancora l’ispettore Odd Singsaker, che nuovamente sembra brancolare nel buio e difficilmente troverebbe l’assassino se non fosse per l’aiuto della giovane Siri Holmes, appassionata di gialli e thriller, conosciuta nel corso della precedente indagine. Più defilato questa volta il personaggio di Felicia Stone, la poliziotta americana del primo romanzo, che dopo aver lasciato la polizia si é trasferita in Norvegia per vivere con Singsaker.

Unico elemento d’indagine é uno strano carillon lasciato acceso sul corpo della vittima. La melodia riprodotta é quella di un’opera sconosciuta, una ninnananna scritta da un giovane trovatore nel XVIII secolo, che avrebbe indotto chiunque l’avesse sentita al sonno.
La storia di Jon Blund, come si faceva chiamare il musicista, e delle indagini sul suo omicidio, si alternano a quelle ambientate al giorno d’oggi.

Come ci spiega l’autore, il nome Jon Blund é tipicamente presente nelle storie raccontate ai bambini, ma non è soltanto un personaggio delle filastrocche. Si tratta di una figura che ha radici nella tradizione antica: in Danimarca è noto come Ole Chiudilocchio, nei paesi anglofoni lo chiamano Sandman (ndr. per chi fosse interessato ad approfondire la figura di Sandman può iniziare con il leggere la pagina Wikipedia, purtroppo non presente in italiano).

Esiste un collegamento tra il delitto di Jon Blund, avvenuto oltre due secoli prima, e quello della giovane Silje? Mentre il quadro sembra iniziare a chiarirsi, un’altra ragazza scompare di casa, apparentemente senza alcun collegamento con la prima vittima, se non la passione per il canto…

Una nuova conferma per Brekke, dopo il buon libro d’esordio. Certamente un romanzo che può appassionare gli amanti del thriller che prediligano le ambientazioni costruite su più piani temporali.
E chissà che non ritroveremo ancora il nostro sbadato ispettore Singsaker…

Recensione di Diego Manzetti

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  • La biblioteca dell’anatomista

    Descrizione

    Bergen, Norvegia, 1528. Il frate aveva giurato che non avrebbe più messo piede in quella terra maledetta: la terra della sua infanzia, la terra della sua sofferenza. Ma è lì che si trovano i pregiatissimi coltelli che sta cercando da anni, gli strumenti che hanno permesso al suo maestro, Alessandro, di diventare il più celebre anatomista dell’epoca. Per aiutarlo a ottenere una simile gloria, il frate ha dovuto pagare un prezzo altissimo. E ora è giunto il tempo della vendetta. Richmond, Virginia, oggi. Efrahim Bond, il curatore dell’Edgar Allan Poe Museum, ha appena fatto una scoperta sensazionale, che potrebbe risollevare le sorti della sua carriera. Ma i documenti relativi a quel testo arrivato dalla Norvegia saranno l’ultima cosa che vedrà prima di essere messo a tacere per sempre. Trondheim, Norvegia, oggi. È la seconda volta che Jon Vatten è sospettato di omicidio. Cinque anni fa, grazie a un alibi di ferro, è riuscito a dimostrare di non essere il responsabile della morte della moglie e del figlio. Adesso invece è diverso. Perché la vittima è una sua collega, la bibliotecaria Gunn Brita Dahle, e lui è stato l’ultimo a vederla viva e il primo a scoprire il cadavere. Ma Vatten non avrebbe mai potuto commettere quel delitto: la donna, infatti, è stata uccisa seguendo un metodo particolare, un metodo descritto in un enigmatico manoscritto del XVI secolo, il Libro di Johannes, che ora è misteriosamente scomparso…

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