Il silenzio imperfetto

Descrizione

Il romanzo ripercorre la storia della città negli ultimi anni.Dal sacco di Palermo, alla rievocazione di delitti eccellenti, filtrata dagli occhi e gli articoli di un giornalista,Gaetano Flores, mentre indaga su fatti di cronaca nera e incrocia la strada di un uomo politico, Scherma, paladino dell’antimafia, beniamino dei palermitani, assurto all’altare della notorietà per le sue scelte controcorrente. Cronaca che diventa un appassionante romanzo sociale che svela connivenze fra mafia e Stato, interessi politici, evoluzione dei sistemi mafiosi che creano impunità e infiltrazioni, gestione del potere dei media con il suo apparato di addetti stampa, dichiarazioni e giornalisti fino all’epilogo, spiazzante, che mette in discussione il lettore e apre interessanti scenari sullo stato attuale di organi di stampa, potere e criminalità. Infine, le vicissitudini sentimentali del protagonista. Il suo rapporto con le donne, le crisi e i tradimenti che svelano aspetti importanti dell’universo femminile.

Autore: Penna Aldo

Editore: Stampa Alternativa

Autore della recensione: Laura Barbieri

 

Recensione

Io credo che in una democrazia difficile come la nostra abbiamo bisogno come l’aria di un’informazione libera e pluralista. Giornalisti con la schiena dritta, che non si pieghino, programmi televisivi di informazione e non di disinformazione, che non facciano da cassa di risonanza alla voce del Potere, ma che sappiano raccontare, per quanto possibili, altre verità” (dall’introduzione di Antonio Ingroia).

Nel romanzo di Penna la mafia viene descritta nella sua accezione più pericolosa e,oserei dire, ‘moderna’: fenomeno subdolo e strisciante che tenta di occupare ogni ramo della società civile. Antonio Ingroia, magistrato antimafia formatosi nel pool di Falcone e Borsellino, autore dell’introduzione, ci ricorda cha la mafia oggi è più ‘civile’, che è riuscita ad infiltrarsi ‘nei salotti buoni’ della società e perfino nei circuiti delle istituzioni. Passando dalla stagione delle stragi alla relativa tranquillità di oggi, si sarebbe forse tentati di abbassare la guardia, di considerare poco grave il pericolo mafioso: scrittori come Penna ci ricordano che la convivenza con la mafia, in un paese civile, non è possibile e non è tollerabile.

Nel romanzo “Il silenzio imperfetto” irrompe la semplicità della vita reale; tengono banco vicende che non ci stupiremmo di sentire annunciate al telegiornale oppure riportate sui quotidiani nazionali. Nulla di eclatante, all’inizio, niente di eccezionale, all’apparenza. Un disoccupato che, disperato, si getta dal cornicione di un palazzo. Una ragazza trovata morta in seguito ad una accidentale caduta dagli scogli. Un politico rampante che si appresta a fare il salto di qualità candidandosi a diventare Sindaco di una grande città, Palermo. Gaetano Flores, protagonista del racconto, è un giornalista di carattere, conosce fin troppo bene la sua città e i problemi che la mortificano e non impiega molto tempo a nutrire sospetti su troppe e inverosimili coincidenze. Per scrivere i suoi articoli Flores non si accontenta dei ‘lanci di agenzia’: verifica di persona, domanda, indaga, interroga e si interroga. Non è semplice arrivare alla verità, non bisogna tralasciare nessun dettaglio nemmeno quelli che sembrano insignificanti e che potrebbero essere facilmente trascurati ma che, una volta inseriti in un quadro più ampio, ci possono aiutare a comprendere la realtà che ci circonda. Nel tentativo di collegare avvenimenti apparentemente incompatibili Flores e il commissario Di Jemma provano sulla loro pelle la terribile sensazione di combattere contro un nemico che si nasconde ovunque, che ha il volto delle persone con le quali condividi il posto di lavoro, che compare là dove avresti dovuto trovare protezione e solidarietà. Il colpo di scena finale non riesce a nascondere una sorta di amara sensazione dovuta, a mio parere, alla consapevolezza di avere a che fare con un nemico tutt’altro che sconfitto.

L’autore, profondo conoscitore della realtà palermitana grazie al suo lungo impegno politico, oltre alla descrizione dei luoghi che fanno da sfondo allo svolgersi del racconto, riesce davvero a farci comprendere le profonde contraddizioni dell’ambiente sociale, di quel fondersi di modernità e tradizione, di desiderio di fuggire e di amore per la propria terra.

Il “silenzio imperfetto” è un romanzo forte ed incisivo che parla di mafia e di come è possibile resisterle, di come è possibile combatterla, di come non si deve rischiare di farla diventare una sorta di ‘abitudine’, una compagnia molesta ma tutto sommato tollerabile se non fa troppo rumore. Per tutti questi motivi è una lettura consigliata a chiunque ma, in special modo, ai giovani, perché comprendano e agiscano di conseguenza.

Recensione di Laura Barbieri